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Galatro Terme News
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2.1.06 - Se il ponte è pericolante perchè non è stato chiuso?
di Maria Grazia Simari
16.2.06 - Fratelli d'Italia
di Bruno Zito
20.2.06 - La salvezza dell'Europa cristiana
di Massimiliano Mercuri
23.2.06 - Un cuore che piange per la sua terra
di Rocco Mandaglio
2.4.06 - Un bene donato assai prezioso
di Massimilano Mercuri
7.4.06 - La legge non è uguale per tutti
di Bruno Zito
1.5.06 - I risultati elettorali di Galatro? Mi piacciono
di Caterina Sigillò
12.5.06 - Tanti auguri signor Presidente!
di Bruno Zito
24.5.06 - La mia candidatura a Torino
di Rocco Cutrì
31.5.06 - E' dura da digerire!
di Arianna Sigillò
2.6.06 - Un risultato elettorale che mi soddisfa
di Giovanna Sapioli
2.6.06 - Scenario postelettorale
di Domenico Distilo
5.6.06 - Un grazie ai galatresi emigrati
di Carmelo Panetta
19.6.06 - Un grazie per la partecipazione al convegno
di Caterina Sigillò
21.6.06 - Federalismo o secessione
di Bruno Zito
(2.1.06) SE IL PONTE E' PERICOLANTE PERCHE' NON E' STATO CHIUSO? (di Maria Grazia Simari) - Noto con piacere che la lettera appositamente provocatoria, da me inviata, ha suscitato non poche polemiche, mi meraviglia però che pochi hanno colto il senso di quel che volevo dire. Probabilmente mi sono espressa male!
Ho visto che addirittura il responsabile dell'Ufficio Tecnico si è sentito quasi obbligato a dare spiegazioni, però, vorrei sottolineare che, se io nel mio intervento ho parlato di "QUESTIONI ESTETICHE", l'ho fatto perchè queste erano tra i motivi per cui il ponte avrebbe dovuto essere demolito.
Leggo però nella missiva del responsabile dell'Ufficio Tecnico che la motivazione sarebbe (e ovviamente io ne ero a conoscenza già quando ho inviato la mia email!) "LA FATISCENZA E INSTABILITA' DEL PONTE E IL FATTO CHE ESSO SIA PERICOLANTE".
Allora mi chiedo: come mai l'ufficio tecnico non ha provveduto alla messa in sicurezza del ponte in attesa dell'inizio dei lavori provvedendo alla chiusura del ponte stesso? Se è "FATISCENTE,INSTABILE E PERICOLANTE" significa che potrebbe crollare da un momento all'altro e magari provocare qualche grave incidente e vuol dire anche che rappresenta un pericolo attuale per la sicurezza dei cittadini.
Domanda: Come mai è ancora aperto ai pedoni e al traffico? La normativa imporrebbe la CHIUSURA di un'opera pericolante, fatiscente e instabile, quale quella per cui si discute, cosa che ad oggi 01 gennaio 2006 non è avvenuta!
Certamente una manifestazione sarebbe di sicuro ridicola, soprattutto se mi dice che il ponte è in condizioni tali da non consentire alternative. Ma sa, io non sono abituata al ridicolo, ma certo ogni idea merita rispetto perchè dove c'è democrazia, istruzione ed intelligenza, c'è anche il rispetto delle idee altrui. Soprattutto credo che non si dovrebbe mai considerare una posizione ridicola solo perchè contraria ad una nostra posizione, e se domani (ma ovviamente non succederà perchè sarebbe ridicolo come dice lei!) io mi dovessi alzare e dire "questa cosa non mi sta bene!" lei dovrebbe avere rispetto della mia posizione.
Sa, purtroppo sono talmente libera mentalmente da avere il coraggio (o forse la presunzione!) di dire sempre ciò che penso, soprattutto ho il coraggio di dire "se e perchè" una cosa non la ritengo giusta, anche se tutti gli altri, per i più diversi motivi la pensano diversamente da me! Ed anche quando sono sola a sostenere una mia idea, la difendo sempre e comunque tenendo bene a mente che ci sarà qualcuno che non sarà d'accordo con me. Teniamolo sempre bene a mente questo principio perchè la convivenza civile ce lo impone.
Quanto ai motivi per cui il "nostro vecchio caro ponte di ferro" non sarebbe mai stato collaudato, questo non posso saperlo in quanto non addetta ai lavori. Però credo, ancora una volta, che è troppo facile fare illazioni, più difficile forse dare spiegazioni chiare e convincenti a tutti i cittadini di Galatro che meritano rispetto e chiarezza.
Colgo l'occasione per porgerle i miei più sinceri auguri.
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(16.2.06) FRATELLI D'ITALIA (di Bruno Zito) - Buenos Aires - Spesso leggo sul giornale che il nostro Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, invita i cittadini, e specialmente tutti i giovani sportivi, a cantare l'inno nazionale.
Anche ripete sempre che la bandiera è il simbolo della nostra unità politica, che dobbiamo difendere con orgoglio.
Riguardo a questo, vorrei aggiungere che noi emigrati, una volta bambini, finita la guerra siamo stati sparsi per il mondo.
Sebbene siamo cresciuti fuori dal territorio della nostra patria, sentiamo l'orgoglio di essere italiani.
Quando vediamo il tricolore ed ascoltiamo l'inno nazionale, ci prende un sentimento d'amore per il nostro caro paese lontano.
Invito tutti gli italiani a cantare insieme "Fratelli D'Italia" e gridare ¡Viva La Patria!.
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(20.2.06) LA SALVEZZA DELL'EUROPA CRISTIANA (di Massimiliano Mercuri) - A fine gennaio mi è stata concessa un’udienza a Bologna dal Cardinale Giacomo Biffi. Non nascondo che durante l’attesa nella sua stanza, dove poco prima ero stato accompagnato da una gentilissima suora, ero pervaso da un po’di soggezione e di tensione pensando che le mie domande preparate in merito al suo ultimo libro (“Pinocchio, Peppone, L’Anticristo e altre divagazioni”, Ed. Cantagallo) fossero banali e futili. Ma pochi secondi più tardi mi sono dovuto ricredere: mi si è presentato davanti un uomo sorridente e con una gentilezza inaudita. Abbiamo conversato per circa due ore su diversi argomenti ed inevitabilmente siamo arrivati a toccare quello che ad oggi si presenta, insieme al nichilismo di cui parlava Hannah Arendt, e al relativismo che pervade l’Europa, come un tema scottante per la nostra civiltà e cultura europea: l’Islam.
Proprio nel 2001 era stato lo stesso Cardinale Biffi, a presagire che il futuro della nostra civiltà occidentale poteva essere difficile di fronte all’avanzata della cultura islamica, perché di fronte al problema dell’immigrazione lo Stato non può sottrarsi al dovere di regolamentarlo con progetti realistici, utilizzando come criterio quello della più facile integrazione nel nostro tessuto nazionale, con una coesistenza non conflittuale.
E per queste sue dichiarazioni sarebbe stato accusato successivamente di razzismo da molti intellettuali catto-comunisti, nonché da alcuni alti esponenti del mondo ecclesiastico bollando le sue dichiarazioni come avventate e senza senso (per la cronaca, in seguito a ciò il cardinale Biffi è stato costretto a viaggiare per diversi anni con la scorta).
Eppure ad oggi la cronaca giornaliera conferma ciò che lo stesso Cardinale nonché la scrittrice Oriana Fallaci avevano previsto. Il problema però è un altro: in Italia, come in molti altri ambienti intellettuali degli stati europei, è di moda un giustizialismo-forcaiolo degno della rivoluzione francese. Viene crocifisso chiunque cerchi di difendere democraticamente ciò che S. Benedetto e i monaci benedettini hanno fatto nascere: l’unità cristiana nei paesi europei. L’opera di questi monaci darà come frutti un credo, un’educazione, dei costumi, una moralità, un’economia, un corpo di leggi, una scienza, lasciando il segno nell’ambiente, nelle arti, nelle città, nelle campagne e risollevando, quindi, una civiltà perduta e afflitta dalle numerosissime guerre, che all’epoca insanguinavano quelle terre che da lì a poco dovevano essere trasformate e plasmate nell’attuale continente occidentale: l’Europa cristiana.
S. Benedetto e i suoi monaci le avevano dato un’identità, la nostra identità. E l’Europa cristiana, nata anche e soprattutto dall’esempio e dalla testimonianza di questo monaco, che ne diventerà dopo il Santo Patrono, successivamente verrà ripetutamente minacciata dall’espansione prima degli Arabi, nel 700, arrivati fino in Spagna, e fermati nel 732 da Carlo Martello a Poitiers, in Francia, e successivamente, ad opera dell’impero Turco-Ottomano che verrà sconfitto a Vienna e a Lepanto, dove il 7 ottobre 1571 si verificherà la massima battaglia navale dell’epoca remiera, tra le flotte cristiane, riunite e guidate dal comandante don Giovanni d’Austria, e i turchi ottomani.
Ma i soliti intellettuali, quelli che oggi hanno solo la capacità di delegittimare chiunque non la pensi come loro (come il Cardinale Biffi e la scrittrice Oriana Fallaci) e apostrofarli come razzisti e fascisti (dimenticando loro stessi ciò che l’ideologia marxista ha seminato nel mondo, ad oggi 100 milioni di morti), potrebbero obiettare che gli episodi sin qui narrati siano cose antiche.
La cosa più grave sono quei cattolici “adulti” che, come dice il Cardinale Biffi, riducono la militanza di fede ad azione umanitaria e genericamente culturale, identificando il messaggio evangelico nel confronto irenico con tutte le filosofie e con tutte le religioni (io aggiungerei con sottomissione), scambiano la Chiesa di Dio per un’organizzazione di promozione sociale, e riducendo Gesù Cristo troppo spesso ad una scusa per parlare di altro.
E’ stato un grave errore rinunciare a riconoscere nella Costituzione europea le radici cristiane del continente, e sarebbe più grave se la stessa Chiesa e i vari stati europei non si rendessero conto appieno del “conflitto di cultura che è in atto contro l’Occidente”.
I principi del dialogo, della tolleranza e del rispetto non possono mettere in secondo piano l’evangelizzazione e farci chiudere gli occhi. L’Europa, paralizzata, deve risvegliare la sua anima cristiana, riaffermare Dio. Cristo, come dice Papa Benedetto XVI, non è un individuo del passato lontano da me, ma ha creato una strada di luce che pervade la storia cominciando con i primi martiri, con questi testimoni che trasformano il pensiero umano, vedono la dignità umana dello schiavo, si occupano dei poveri, dei sofferenti e portano così una novità nel mondo anche con la propria sofferenza: S. Francesco d’Assisi, Madre Teresa di Calcutta, Massimiliano Kolbe...
Ecco perché bisogna che l’intera Europa riaffermi i tre elementi-base della sua identità: la dignità e i diritti umani, la famiglia fondata sul matrimonio monogamico e soprattutto Cristo. “La fede cristiana è la modalità sorprendente di vivere le cose”, diceva don Giussani. Noi verifichiamo che Cristo è reale, presente, perché cambia le cose più resistenti a qualsiasi cambiamento: le cose solite.
“Lui è qui, come il primo giorno, eternamente ogni giorno,. E’ qui fra noi per tutti i giorni della sua eternità”, diceva Peguy.
“Questa è la bellezza dell’essere cristiani e la gioia di viverlo, che non c’è bisogno del male per essere felici, che la noia si vince solo se si lascia entrare Cristo nella propria vita” dice Juliàn Carròn.
Ed ancora, Antonio Socci (nel suo ultimo libro, “Com’è bello il mondo. Com’è grande Dio”) quando parla della Madonna: “Bisogna chiedersi se dentro la Chiesa non sia all’opera una forza misteriosa che la guida, la protegge e che si manifesta per soccorrere l’umanità in grave pericolo. Karol Wojtyla non aveva dubbi in proposito e per ventisette anni ne ha ripetuto il nome all’umanità, affidando a Lei, la Madonna, tutto se stesso, la Chiesa e il mondo”.
* Articolo pubblicato in forma non integrale.
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(23.2.06) UN CUORE CHE PIANGE PER LA SUA TERRA (di Rocco Mandaglio) - Olten (Svizzera) - Sono Rocco Mandaglio, sono emigrato da circa 34 anni. Come cittadino di Galatro sono deluso ed amareggiato nei confronti del Comune di questi ultimi 15 anni. Cosa ha fatto per noi emigrati? Niente. Cosa ha fatto per i cittadini? Questo sta a loro giudicare.
Noi emigrati abbiamo contribuito per il paese costruendo, facendolo migliorare. Non con parole, ma con milioni. Se qualcuno di noi chiede qualche cosa come informazione si sente rispondere «ah, non lo so», «l'addetto non c'è», «tornate domani, o dopodomani».
Ci fanno perdere non solo tempo, ma anche la pazienza. Noi ringraziamo i cittadini che ci danno più informazioni e ci fanno anche dei favori. Hanno sottovalutato la nostra intelligenza. Ma cosa credono, che non siamo in grado di gestire il nostro paese? Siamo in grado di gestirlo anche meglio di qualcuno di loro! Ma in futuro a questo ci penseremo sicuramente.
Fra qualche mese si ricorderanno di noi perchè avranno bisogno della poltrona dove si attaccano come cozze allo scoglio. E dopo si dimenticano sia di noi che dei veri problemi del paese.
Galatro è un paese a rischio frane ed alluvione. Di recente sono stato a Galatro e ho visto il fiume Metramo e mi è sembrato una foresta. Non vi sembra un rischio per il paese, perchè non prendete provvedimenti prima che succeda qualcosa?
Sono state date in gestione le terme? Cosa sono le terme? Sono una grande risorsa economica per il paese. Ma non si è in grado di gestirla. Forse con la gestione del Comune oggi ci sarebbe qualche disoccupato in meno e qualche euro in più nelle casse comunali.
Perchè sono amareggiato? Di recente sono usciti dei libri scritti dal professor Francesco Distilo che parlano della storia del paese. Io ho avuto la possibilità di leggere qualche pagina e li ho trovati molto interessanti, sia per noi che per i nostri figli che sono nati all'estero. I nostri figli non parlano inglese, francese e tedesco, ma parlano e scrivono anche italiano e non solo, anche galatrese!
Si sono ricordati di noi? Si sono ricordati degli emigrati in nord Italia?
Detto questo mando un saluto ai cittadini di Galatro e un abbraccio a tutti gli emigrati che si trovano sparsi per il mondo.
I miei genitori non hanno avuto la possibilità di farmi studiare, per questo ai lettori chiedo scusa se c'è qualche sbaglio.
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(2.4.06) UN BENE DONATO ASSAI PREZIOSO (di Massimiliano Mercuri) - Perdonate l’irruenza, la vitalità, l’ardimento, ma forse ciò che mi appresto a scrivere è dettato dalla sensibilità che, già insita nell’essere umano, diventa più forte e vitale con l’esperienza della paternità.
Vorrei dare un mio umile giudizio sull’ennesima polemica scatenatasi su un tema sacro: la vita dell’essere umano.
Mi riferisco a ciò che si è scatenato dopo che il ministro Giovanardi ha paragonato ai metodi nazisti la legge olandese sull’eutanasia infantile.
Nel 2002, infatti, fu varata in Olanda una legge che autorizza l’eutanasia anche per i minori (fino ad allora veniva praticata solo per bambini dai 12 ai 16 anni, ma dietro il consenso dei propri cari). I genitori, per legge, quando i bambini sono piccoli (dalla nascita ai 12 anni) non possono decidere se ucciderli o salvarli, quindi ci ha pensato lo Stato.
Ma vi rendete conto?
Altro che nazisti, qui si è ritornati indietro nel tempo di 20 secoli, e precisamente all’antica Grecia, dove gli Spartani, “gettavano” (come se fossero spazzatura) nel burrone chiunque fosse ritenuto inutile e di peso per la società di allora: gli handicappati e chiunque altro non fosse autonomo fisicamente e mentalmente.
Oggi non si è così aggressivi, ma li si aiuta a morire molto più dolcemente, in posti più caldi, più umani.
Ma vergognatevi, voi medici che lo praticate e soprattutto chi, anche in Italia, vi difende e si erge come giudice del destino altrui, della vita altrui.
Chi, da bigotto cattolico “adulto”, ci vorrebbe addirittura fornire la felicità per legge, come se fosse un giocattolo comprato al supermercato, e vorrebbe gestire (però a modo suo) la nostra vita dalla nascita fino alla morte.
Chi, ogni qualvolta qualcuno la pensa diversamente viene apostrofato come fascista, clericale e retrogrado.
Vergognatevi, e se avete ancora un po’ di dignità, recatevi in pellegrinaggio, a piedi e scalzi, per espiare la vostra presunzione da moralisti-inquisitori, affinché il buon Dio e la Madonna siano così misericordiosi ed indulgenti da farvi ritornare “cattolici bambini” e poter così sperare di entrare, un giorno, nel Regno dei Cieli.
Come diceva San Giovanni: “Solo l’Anticristo promette la pace e la felicità su questa terra”.
Ma vi rendete conto di quello che dite e fate?
Già è disumano che un genitore decida di far uccidere il proprio bambino, giustificato da quei medici assassini (altro che nazisti) che, a loro dire, vogliono evitare una sofferenza futura.
Adesso, con questa legge, è lo Stato che decide per i più piccoli, neanche il genitore, che così si vede privato della libertà di decidere se far vivere il proprio “cucciolo”, se fargli le coccole, se continuare ad amarlo, ad accudirlo. Non gli è più permesso, ma deve accettare che lo Stato stabilisca se la vita di suo figlio sia degna o no di essere salvata, e nel farlo, forniscono l’amara consolazione che il tutto avviene pacatamente, indolore e senza far soffrire la creatura.
Ma siete esseri umani o bestie, siete uomini o mostri trogloditi?
Altro che nazisti, voi coloro che vi difendono anche in Italia, vi dovrebbero mandare prima nel vecchio campo di concentramento di Auschwitz, per farvi ricordare ciò che i vostri colleghi nazisti praticavano, a loro dire, per il bene dell’umanità, e successivamente in Siberia, altro teatro di un genocidio, per farvi così rinsavire il cervello.
Si è di fronte ad un vero e proprio crimine, ad una vera e propria barbarie.
Ma dove è finito il cuore, dove è finito il desiderio di creare una società più umana?
Come si fa ad uccidere un bambino, colui che, come dice Papa Benedetto XVI, non ha voce o non ha la forza per farla udire?
Solo perché è affetto da una patologia spesso, ahimè, molto grave?
Con quale coraggio ci riuscite?
Quelle bestie terroriste di Beslan vi fanno un baffo, di fronte a voi diventano (ed è un modo di dire) dei santi.
Ma questi pseudo-legiferanti e pseudo-medici hanno dei figli?
E se sì, li hanno mai guardati mentre dormono?
Hanno mai provato la tenerezza che sprigionano questi angioletti?
Hanno mai avuto la voglia di riempirli di baci, di abbracciarli e stringerli forte, forte?
Si sono mai inebriati con il profumo della loro pelle (il profumo di bambino, il più buon profumo della terra)?
Forse no, o forse un tempo hanno provato tutte queste sensazioni e percezioni, ed adesso le hanno scordate, perché pensano di ricoprire un ruolo più importante dell’essere genitore: decidere per gli altri, programmare la vita del prossimo, secondo la subdola e meschina ideologia dell’ “uomo perfetto”.
Scendete dal vostro piedistallo, chi vi dà il diritto di scegliere ciò che è degno e ciò che non lo è?
Solo Dio può decidere della nostra vita, solo Lui, che ci ha creati e che ci ha salvati dalla dannazione eterna offrendo, con la crocifissione, la vita di Suo figlio Gesù Cristo.
La vita è sacra, e non può essere distrutta dall’uomo aguzzino e despota. Il ‘900 dovrebbe insegnare a cosa si va incontro quando l’uomo, che si ritiene misura di tutte le cose, si sostituisce a Dio.
La violenza giacobina e forcaiola della rivoluzione francese prima, e la dittatura nazista e comunista dopo, dovrebbero insegnare cosa significa il mito dell’uomo e della società perfetta, senza Dio, e quindi senza amore, rispetto reciproco, senza quei diritti umani che da Dio provengono e che, da 2000 anni hanno portato democrazia e civiltà nella maggior parte del mondo.
E di fronte a questo nuovo genocidio cosa fanno quei legiferanti europei, che hanno voluto cancellare la vera tradizione, la vera storia della civiltà europea, ossia le radici giudaico-cristiane?
Costoro, che dovrebbero difendere i diritti fondamentali (e il diritto alla vita, che insieme a quello della libertà di decidere, ne sono i più alti esempi) dell’essere umano, cosa fanno?
Nulla, proprio nulla, se ne lavano le mani, pensando che oggi, nel XXI secolo, il problema principale della nostra società sia (e spero di non essere frainteso) il riconoscimento delle unioni omosessuali.
Vergognatevi, cambiate mestiere, andate a fare altro nella vita, ci risparmiereste da innumerevoli danni.
Vorrei concludere questo mio articolo riportando, così come ha fatto Renato Farina su un quotidiano, la lettera di Luigi Vittorio Berliri, un politico del partito della Margherita, il quale ha scritto per rispondere ad un medico olandese che per giustificare questa strage umanitaria di bambini disse: “Ha mai visto un bambino affetto da spina bifida? Ecco, questo è uno di quelli che abbiamo ucciso”.
Gli rispose Luigi Vittorio Berliri: “Avete mai visto un bambino con la spina bifida? Io sì, è mio figlio. Ed è bellissimo. Vivace ed intelligente. Sdraiato sul letto, mio figlio mi dorme al fianco, stringe tra le mani il suo cagnolino. Quel medico pensa che i bambini così non meritano di vivere. Io penso il contrario. E quando mio figlio avrà l’età per farlo, scriverà lui stesso cosa ne pensa e vi dirà se avrebbe preferito nascere in Olanda”.
Dipende, come dice Farina, se uno è solo, se uno ha un padre e una madre. Dipende se noi vogliamo diventare tutti olandesi.
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(7.4.06) LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI (di Bruno Zito) - Buenos Aires - Voglio dire al nostro Governo che questa volta la Legge non è uguale per tutti.
Per colpa del Consolato Generale, e dei Comuni dove sono nati, moltissimi italiani residenti in Argentina sono stati privati della possibilità di esercitare il diritto di voto, atteso da circa 50 anni, in queste elezioni così importanti nella storia del nostro paese.
E ci sono i casi di coloro che, avendo fatto la corrispettiva richiesta presso le autorità consolari, non hanno ricevuto il materiale entro il 6 Aprile per poter spedire la busta contentente la loro scelta.
C'è bisogno che il Governo prenda i provvedimenti affinchè questa situazione non si ripeta mai più.
Soltanto in questo modo la Legge sarà uguale per tutti.
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(1.5.06) I RISULTATI ELETTORALI DI GALATRO? MI PIACCIONO (di Caterina Sigillò) - Leggendo, in ritardo, i risultati delle elezioni politiche di Galatro, non ho potuto far altro che essere contenta, anzi, contentissima. Mi fa piacere che la maggior parte dei Galatresi si siano stancati di esser presi in giro dal "Berlusca"!
E' vero che solo per "una manciata" di voti (così dice il mio Romy che è "berlusconiano" fino al midollo!), però... il Rosso ha trionfato. Che dire? Niente; solo sperare che questo governo diventi un "sarto di alta moda" affinchè "rattoppi" tutti i "buconi" fatti dal governo (se così si può chiamare) precedente.
Un saluto caloroso a tutti ma soprattutto a... chi la pensa come me!
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(12.5.06) TANTI AUGURI SIGNOR PRESIDENTE! (di Bruno Zito) - Buenos Aires - Il 10 Maggio 2006 è stato nominato Presidente di tutti gli italiani (di destra, sinistra e centro) l'onorevole Giorgio Napolitano.
Sebbene il sistema di governo italiano sia parlamentare, il Presidente della Repubblica rappresenta il simbolo dell'unità politica e territoriale del nostro Paese, che tutti dobbiamo difendere sempre con molto orgoglio.
Oggi più che mai noi italiani sparsi per il mondo siamo felici di aver potuto contribuire con il nostro voto alla configurazione del nuovo governo.
Prego Dio che il tricolore sventoli sempre sullo sguardo di tutti gli italiani che amano la libertà.
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(24.5.06) LA MIA CANDIDATURA A TORINO (di Rocco Cutrì) - Nell'inviare un saluto colgo l'occasione per fare i miei migliori auguri alla lista Tromba che, da ciò che ho letto e sentito, sta raccogliendo interesse ed attenzione da parte della cittadinanza. Galatro con il proprio stabilimento termale merita di essere valorizzato e spero che ciò possa accadere anche per tutelare la preziosa occupazione che ne deve derivare, per cui "in bocca al lupo".
Per dover di cronaca porto alla vostra conoscenza la candidatura che mi vede impegnato personalmente nella competizione elettorale per le amministrative di Torino.
Essendo di recente uscito dal PdCI a causa di una crisi interna, sono candidato come indipendente nella lista dei Verdi per la Pace in rappresentanza dell'associazione nazionale ROSSOVERDE di cui sono riferimento territoriale.
Un cordiale saluto.
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(31.5.06) E' DURA DA DIGERIRE! (di Arianna Sigillò) - All'indomani della sconfitta elettorale della lista capeggiata dal dott. Oliva, riceviamo il seguente articolo a firma di una delle candidate non elette della suddetta compagine:
Finalmente si è conclusa questa "sfiancante" campagna elettorale durante la quale, ad essere sincera, mi sono davvero tanto divertita. Innanzitutto volevo sinceramente congratularmi con il sindaco entrante Carmelo Panetta per la "meritata" vittoria, così come pure con tutti gli altri componenti "delle forze del rinnovamento" del "buon vecchio partito della Tromba".
A parte complimentarmi (da buona cittadina) ci terrei tanto a fare alcune doverose (secondo me) precisazioni circa la serie di eventi che si sono susseguiti durante questo "percorso", più che campagna, elettorale. "In primis" mi pongo una domanda: perchè in questi ultimi 20/25 giorni il nostro caro Angelo Cuppari (per gli amici "Angiuleru", come da lui stesso affermato nell'ultimo comizio preelettorale), incontrandomi per strada non ha mai ricambiato un tranquillo saluto, mentre incontrato in un giorno di questo nuovo periodo post-elettorale, ha notato che per l'ennesima volta gli rivolgevo il saluto, ricambiandomi?
Allora mi sorge spontanea una domanda: se è vero che "bisogna guardare avanti" e se è vero che "indietro non si torna", dov'è andata a finire la sportività? Guardando avanti col senno di poi queste "stupidate" non dovrebbero più far parte del nostro modo di vivere e fare, bisogna appunto guardare avanti, perchè indietro non si torna.
Inoltre ho anche notato un nuovo e curioso modo di fare politica, "se non arrivi da nessuna parte opponendoti, allora alleati!" E devo dire che, visti i risultati (e chi vuole intendere "intenda"), ha funzionato proprio bene.
Beh, per essere una lista che (a dire di molti) è nata dalla sera alla mattina, perdere per una differenza di appena 98 voti, considerati gli emigrati rimpatriati per l'occasione, e le tre liste che hanno appoggiato quella vincente, più che una sconfitta è stata, a mio avviso, una vittoria bella e buona senza precedenti.
Portando il pensiero all'ultimo comizio preelettorale, ricordo con piacere quanto mi sono divertita durante quella serata resa fresca dalla temperatura, ma molto "caliente" dagli animi dei candidati della lista Tromba, nonchè nostri cari compaesani. Vi chiederete, "cosa c'è stato di così particolare da farmi divertire tanto?" Beh, l'enfasi con la quale venivano affrontate alcune questioni, la terminologia usata, alcune piccole "scorrettezze" (che tra poco preciserò).
Ciò che più mi ha colpito è stato il fatto che tutti urlassero. Ma perchè urlavano tutti? Forse faceva più "scena?" Probabilmente, ritornando alla questione scorrettezze, sono state dette tante cattiverie nei confronti della persona del dott. Oliva, non dal punto di vista politico, e questa me la chiamate politica?
Si è detto "nu foresteri vorria 'u faci u sindacu i Galatru". Beh, per la stima, per l'affetto, per l'umiltà, per la lealtà, per la bonarietà, per la disponibilità, per la generosità, ecc. ecc. che da sempre contraddistingue la persona del dott. Oliva penso che possiamo giudicarlo molto più galatrese di tanti galatresi che finora si sono alternati nella nostra amministrazione "a mò di sfilata di moda", portando il nostro paese sul baratro nel quale tutti (e nessuno escluso) ci troviamo. Perciò, da "incompetente" quale sono, invito tutti (me compresa) a mettere una mano sulla propria coscienza. Detto questo, penso di avere espresso il parere di tutti coloro che, senza aspettative, nè interessi personali, ma per semplice affetto e fiducia, hanno affiancato il nostro caro e amato dott. Oliva e, consentitemi di dirlo, ne può essere orgoglioso, e questa per lui, ne potete esser certi, è stata la vittoria più grande. Sperando che questa possa essere una lezione di vita per noi tutti, ringrazio tutti coloro che hanno creduto in noi e nel nostro progetto reale per una Galatro davvero migliore. Grazie ancora per il gentile "ascolto".
Un cordiale saluto.
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(2.6.06) UN RISULTATO ELETTORALE CHE MI SODDISFA (di Giovanna Sapioli) - Fin da principio ho ritenuto saggio sostenere ideologicamentela la lista Tromba, che si è sempre espressa su principi di equità, giustizia e rinnovamento.
Oggi, per ovvie ragioni, non mi è possibile partecipare alla vita politica del mio paese, ma esprimo egualmente la mia piena soddisfazione per il risultato elettorale conseguito, ricordando che attraverso il mio primo voto elettorale diedi la preferenza alla lista Tromba che, proprio in quell'anno, metteva fine ad oltre due lustri di supremazia della Democrazia Cristiana.
Ritengo che per i prossimi anni ci si debba concentrare alla conquista di quella parte di elettorato che per questioni non di certo ideologico-politiche, pone ancora la propria fiducia a formazioni che nascono dall'oggi al domani per motivi di opportunità.
Sono certa che la nuova maggioranza opererà, nell'ambito delle proprie possibilità, per migliorare e rendere più serena la vita dell'intera collettività, pertanto va a loro il mio più sincero augurio di buon lavoro.>
Vorrei concludere con un pensiero che rivolgo al sindaco che conosco personalmente: "Melu, ti ho visto brizzolato nella foto, il che è segno che il tempo passa per tutti. Ricordati che, anche se sei quartarotu, godi dell'influenza positiva della mia amica e vicina di casa Letizia che ricordo e saluto con affetto".
Un saluto anche per voi della Redazione.
(Allego una mia foto, insieme a mio figlio Daniele che ci ritrae al parco del Gran Paradiso, come documento e per testimoniare che non solo "Melu" è brizzolato ma ahimè il tempo passa per tutti.)
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(2.6.06) SCENARIO POSTELETTORALE (di Domenico Distilo) - Lo scarto di voti tra le due liste è uno dei più esigui della storia: il quarto dopo il 1946, il 1960 e il 1990 (vedi Archivi Elettorali), quest’ultimo poi annullato dal TAR.
Si può tirare un respiro di sollievo! La battaglia non è stata tra due coalizioni, due ideologie, due programmi. Questa volta la posta in gioco era ben altra. La crisi politica del centrodestra – innescata dalla fine dell’era Marazzita e in atto da quasi due decenni - ha infine prodotto una pericolosa deriva all’insegna dell’antipolitica, peraltro rivendicata ed esibita dal palco dagli esponenti del CPG quasi con orgoglio.
La differente qualità della sfida rispetto alle ultime tornate elettorali è risultata evidente: Giancarlo Franzè nel 1993, Pasquale Simari nel 1997, Bruno Marazzita, Carmelino Dimatteo e Mimmo Casa nel 2001 offrivano con la loro stessa biografia, col modo di porsi e proporsi, la garanzia che si trattava di candidature nate nella politica e dalla politica, da una lunga frequentazione della polis e da un'altrettanto lunga condivisione dei suoi problemi, contraddizioni ed umori, per cui la vittoria o la sconfitta sarebbero state, in questo senso, niente più che ordinaria amministrazione.
La sfida di un “professionista imprestato alla politica” - come il dottore Oliva si è definito, sorvolando sul fatto che neppure il suo avversario, in fin dei conti, era un politico di professione - è apparsa subito, invece, essenzialmente ed intimamente reazionaria, il tentativo di planare sulla politica, sulla polis, avvalendosi di atout acquistati altrove – nella professione - per essere giocati, intanto, in chiave di condizionamento di un elettorato sensibile, per via della sua composizione anagrafica (è nota e certificata l’elevata incidenza degli ultrasessantacinquenni nel totale della popolazione), al “messaggio” del proprio medico e poi, in caso di vittoria, chissà come.
A pensarci bene è stata la riproduzione su piccola scala dello schema nazionale, con la “destra sanitaria” al posto di quella televisiva, ma con lo stesso potenziale eversivo che deriva da un deficit evidente di cultura democratica e, soprattutto, liberale, deficit che si rifletteva nel confezionamento di una lista concepita, more berlusconiano, quale mera appendice del Capo.
La pericolosità dell’operazione, fortunatamente sventata, è del resto comprovata dai numeri del centrodestra alle provinciali e alle recenti politiche. Poiché politicamente il centrodestra è un ectoplasma, una sostanza evanescente, l’antipolitica sarebbe servita da scorciatoia, per dare competitività elettorale ad un fantasma politico.
Adesso sta ai politici sicuramente politici del centrodestra galatrese – pensiamo ai Carmelino Di Matteo e ai Michele Scozzarra, non a caso entrambi dell’UDC, partito alleato ma culturalmente lontano dal berlusconismo - tentare di restituire alla politica uno schieramento conquistato dalla tentazione della scorciatoia, convincendolo che Parigi non vale una messa, che una vittoria elettorale non si può conquistare traducendo in voti i libretti di assistenza sanitaria e così contraddicendo le regole più elementari della deontologia della politica.
Quanto allo schieramento vincente, tutti sono consapevoli che non è più lecito sbagliare. La Sinistra dovrà tornare a fare la Sinistra affrontando le difficoltà che la fase storica propone con il giusto mix di realismo e creatività. Se non riuscirà a farlo la prossima sfida della destra potrebbe riuscire vincente, chiunque sarà a proporla.
Nella squadra che ha vinto ci sono le qualità per vincere una sfida che ha come posta in gioco la sopravvivenza stessa del paese. Sarà determinante non disperderle.
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(5.6.06) UN GRAZIE AI GALATRESI EMIGRATI (di Carmelo Panetta) - Mi corre l’obbligo di ringraziare e salutare i numerosi galatresi emigrati per motivi di lavoro che attraverso "Galatro Terme News" si sono complimentati per la mia elezione a sindaco e per la vittoria della lista Tromba.
E’ intendimento dell’Amministrazione che mi accingo a guidare, rafforzare i legami con le comunità di galatresi in ogni parte del mondo, nella convinzione che sia interesse nostro incoraggiarle nello sforzo di tenere ben vivo il rapporto con la cultura e la storia, ma anche con l’attualità del loro luogo d’origine.
Noi galatresi di Galatro siamo consapevoli, per quanto ci riguarda, di essere solo una parte di un insieme ben più vasto.
Attraverso il sito internet vi terremo informati sulle iniziative che prenderemo verso i galatresi che vivono fuori, che cercheremo di rendere, con l’ausilio dei moderni mezzi telematici, sempre meno lontani e sempre più galatresi.
Carmelo Panetta, Sindaco di Galatro
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(19.6.06) UN GRAZIE PER LA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO (di Caterina Sigillò) - Sabato 17 giugno ho avuto il piacere di partecipare al Convegno sull'artrite idiopatica giovanile promosso da mio marito Romualdo Lucà e realizzato grazie alla nuova associazione ADOS. Mi ha colpito particolarmente l'impeccabile organizzazione per cui anche i componenti dell'Istituto Gaslini di Genova hanno detto un "gran bene". Fortunatamente hanno visto molte persone attente e partecipi al convegno, quindi non si sono accorti che, purtroppo, mancavano molte "altre persone".
Mi viene da dire: "Spero che non sia legato ad un fattore politico"! Se così fosse, con grande rammarico, mi dispiacerebbe perchè bisogna ricordare che la malattia non appartiene ad alcun indirizzo politico. Quando arriva non guarda lo "stemma". Ho apprezzato molto la presenza del dottor Pietro Oliva con cui mi congratulo per la disponibilità che sempre lo ha contraddistinto. Voglio ricordare che anch'io e mio marito apparteniamo a due ideologie politiche completamente estreme però, se c'è civiltà, educazione e un pizzico di intelligenza, si può convivere con dignità mettendosi addirittura a confronto. Chiedo scusa per questo mio sfogo che per molti può sembrare assurdo ma, prima di essere una "Comunista", sono la mamma di una bimba che combatte da ben 6 anni una battaglia più grande di lei. Voglio sperare che tutti, fascisti, democristiani, socialisti, comunisti e chi più ne sa più ne dica, mettiate una mano sulla coscienza per il bene del paese. Sono del parere che esistono situazioni per cui l'orgoglio bisogna metterlo da parte e la salute è una di quelle situazioni per cui bisogna "piegarsi" anche quando non lo si vuole.
Comunque ci tengo ad esporre un mio ultimo pensiero e poi concludo: questa mia rimpatriata a Galatro, sebbene per poche ore, mi ha dato l'impressione di essere arrivata in un momento in cui due squadre di bambini hanno giocato e la squadra "perdente" si sia arrabbiata. Beh, non vi sembra di essere cresciuti visto che le elezioni possono essere fatte solo da persone che abbiano compiuto la maggiore età? O no?
Un caloroso abbraccio da una vostra concittadina che spera in una maggiore sensibilità da parte di tutti voi a prescindere dal colore. Con affetto.
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(21.6.06) FEDERALISMO O SECESSIONE (di Bruno Zito) - Buenos Aires - L'italiano vero non è quello che dice: "Federalismo o secessione". Nemmeno quello che ogni tanto offende la bandiera tricolore.
Il sig. Umberto Bossi minaccia il Governo e tutti gli italiani dicendo: "La scelta è il federalismo, o altrimenti la secessione, che però è pericolosa perchè implica azioni che sapete bene". Così si legge sulla pagina 10 del Corriere della Sera del 17 Giugno 2006.
Questo vuol dire che se gli italiani scelgono di votare per il NO, la risposta sarà la guerra di secessione nei confronti dello Stato Italiano.
Mi domando cosa ne pensa il Pubblico Ministero delle minacce di questo "italiano non vero".
Se la legge è uguale per tutti, il sig. Bossi dovrebbe essere sottoposto a processo penale come traditore della Patria.
Molti dei nostri connazionali hanno perso la loro vita per l'unità italiana che tutti dobbiamo difendere.
Sono sicuro che ci sarà un'inchiesta riguardo le minacce di guerra fatte al Popolo Italiano.
L'obiettivo di quest'uomo non è difendere il federalismo, ma spaccare l'Italia in due.
C'è bisogno che questo atteggiamento sia respinto da tutti quelli che sentiamo veramente l'orgoglio di essere italiani.
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