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Nell'anniversario di Enzo Letizia
di Pasquale Furfaro


Sul terreno del 'Granillo' lo striscione in ricordo di Enzo portato dallo zio Pasquale Furfaro. 10.9.04 - Cari amici di Galatro Terme News, sono Pasquale Furfaro dell’Eurobar Pasticceria Gelateria di Galatro Terme. Oggi si ricorda mio nipote Enzo Letizia scomparso a Novara il 9-9-2001. Sono già 3 anni che non è più con noi, con i suoi genitori, con sua sorella Veronica e i nonni Domenico Raso e Annunziata perché il destino ha voluto cosi e tutti noi non riusciamo a capire perché. Ma siamo convinti che lui è nel paradiso di Dio insieme a tutti gli angeli.
Enzo ti sentiamo in tutti i momenti vicino a noi. Ciao Enzo, non ti dimenticheremo mai. Enzo Letizia sei il fiore più bello, “Enzo sei sempre con noi – Novara”: questo striscione era allo stadio “Granillo” di Reggio nella partitissima contro la tua amatissima Juventus di cui ringrazio tutta la dirigenza. Allora l’allenatore Lippi, oggi CT della Nazionale, prima della partita è venuto nel centro del “Granillo” e mi ha detto tante belle parole. Poi la partita finì 2-1 per la Reggina, la Juve festeggiò il suo 27° scudetto e la Reggina poteva andare a Bologna tranquilla. A Bologna finì 0-2 per la Reggina, ma a Roma vinse l’Atalanta e si andò agli spareggi per la salvezza. Il primo spareggio al “Granillo” finì 0-0 e nella pausa dei primi 45 minuti gli amici di Sky Tv inquadrarono lo striscione a te dedicato, Enzo. Poi la Reggina giocò a Bergamo, la sera piovve e la gara si rimandò al giorno successivo. L’Atalanta andò per prima in vantaggio, poi ci pensò Ciccio Cozza a portare la gara in parità. Cozza fece un gol stranissimo e importantissimo. In quei minuti che si stava perdendo mi concentrai su di te Enzo. Al gol di Cozza, pur strano ma importante capii che tu eri lì con noi a gioire. Per noi andava bene 1-1, ma poi, a pochi minuti dalla fine, venne il 2-1 per la Reggina e io e Rocco Lucà ci siamo abbracciati fino a farci male.
Enzo, la Juve io la devo ringraziare per tutto quello che ha fatto: mi ha mandato la maglietta di Del Piero firmata e a te dedicata, dopo che la stessa Juventus mi ha telefonato un sacco di volte e ha telefonato pure a Novara a tuo papà, e gli ha mandato pure a Novara un’altra maglietta a te dedicata.
Invece non posso ringraziare né la Reggina né il Milan. La Reggina mi ha preso in tutti i modi immaginabili in giro, specialmente Manuela Vitale, una ragazza con origini di Galatro Terme. Suo padre, originario di Galatro Terme ha promesso di tutto e poi alla fine non si è fatto niente. Non è che io cercassi cose che non si potevano fare, semplicemente io volevo ad inizio partita e nell’intervallo entrare nel “Granillo” e mostrare lo striscione che insieme all’amico Carmelo Comi, al figlio Sante e all’amico Pasqualino Pepè avevamo preparato. Dopo che la Manuela mi ha fatto fare un sacco di fax e vari telegrammi; una volta mi diceva che il presidente Foti non voleva e un’altra volta che la Lega Calcio non ci dava l’ok. Poi io mi sono messo in contatto con la Lega Calcio e là mi dissero che la Reggina mi stava prendendo in giro. La Lega Calcio mi ha assicurato che se la Reggina gli faceva una semplice richiesta, sarebbe stata accettata, visto che purtroppo cose del genere ne succedono in tutti i posti immaginabili e spesso si vedono sui campi di serie A.
Poi dimenticavo un’altra cosa: mi avevano promesso la maglia di Cozza ed invece il presidente Foti mi diceva di andare al chiosco lì al “Sant’Agata” dopo che avevo aspettato dalla mattina fino a sera. Lì mi ha fatto comprare la maglietta di Cozza e mi ha assicurato che me la faceva firmare da Cozza e me l’avrebbero data la sera in cui la Nazionale giocava a Reggio. Invece non me l’hanno data. A fine partita ho dovuto aspettare che alla fine uscissero tutti e, per puro caso, incontrai Jacopino. Ormai era l’una di notte e casualmente lui aveva la mia maglietta che io avevo pagato un mese prima circa. La maglietta l’avevo fatta con il numero 35 ma con il nome di mio nipote, cioè Enzo 35 Letizia. Poi, prima di spedirla a Novara, un giorno mentre ero al “Sant’Agata” per vedere come i miei campioni si allenavano, decisi che quella maglietta pagata 62 euro me la sarei fatta firmare da tutti i giocatori, tranne Cozza. Però Dio ha voluto che uno dicesse a Cozza che c’era uno fuori con la maglia originale sua con il n. 35 ma con un altro nome. All’uscita dagli spogliatoi io me la facevo firmare da tutti i giocatori.
Aspettavo tanto Franceschini che non smetterò mai di ringraziare. Franceschini mi ha dato al “Granillo” il 15-3-2003, proprio contro il mio Milan (0-0 finì la partita), la sua maglietta ancora sudata. Il bello è che io lo conoscevo appena e lui me la diede senza fare particolari pressioni, come siamo abituati a vedere invece nei campi di calcio. Ricordo, lui si stava recando negli spogliatoi e io gli chiedevo ripetutamente: “Franceschini, mi dai la maglietta?”. Civilmente lui mi diceva: “Oggi non posso, la devo dare ad Inzaghi”. Poi all’ultimo passo gli ho urlato: “Franceschini, dài la voglio per mio nipote che è morto!”. Vedo Franceschini che mi dà la sua maglietta ed io impazzisco di gioia. Grazie ancora Franceschini. La maglietta l’ho fatta arrivare a Novara nella stanza di Enzo.
Tornando a parlare di Cozza, ha detto: “Questa maglietta non l’ho mai vista”. Vi assicuro che Cozza si è arrabbiato tantissimo, poi me l’ha firmata personalmente, ma stavolta la firma era originale e ha cancellato quella che non era la sua firma originale. Poi Cozza mi ha detto: “Un’altra volta a fine partita te la regalo io la maglietta”. Ma poi io non andai al “Granillo”, tranne che con il Milan. Però Cozza era uscito prima ed io me ne andai subito verso la macchina senza tentare di convincere qualcuno a farmi entrare sul terreno del “Granillo”, come mi capitava quasi sempre di entrare modestamente a fine partita. Però devo dire che non ho mai provocato casini perché mi ritengo una persona responsabile e con la testa sulle spalle.
Dicevo di Franceschini. Io mi riferivo a due stagioni calcistiche precedenti, mentre in quella appena finita di mia volontà non sono andato a vedere le partite tranne che con il Milan. Con il Milan ho preparato un cartello per Franceschini. C’era scritto: “Trapattoni, se Maldini all’europeo non vuole venire, porta con te Ivan Franceschini”, firmato Furfaro Pasquale, e dall’altra parte c’era “Ciao Enzo” ecc. Dicevo del Milan. Io tifavo per il Milan dalla nascita come si suol dire e ricordo che la mia unica sorella nel 1979 si era fidanzata con Michele Scarmato di San Pietro di Carità, ora marito di mia sorella. Io prima di sposarmi abitavo a Serrata e andavo a scuola. Di pomeriggio andavo dal falegname Pantaleo Primerano e la buonanima di Domenico Campisi e i fratelli di mio cognato erano del Milan, Renato e Graziano. Con Renato siamo stati tanti anni in Germania e lavoravamo in gelateria da marzo a settembre. Ricordo che io e Renato rientravamo ai primi di ottobre in Italia e, visto che io ho un fratello ad Abbiategrasso (Milano), andavamo a vedere il Milan. Ricordo che vedevamo le partite di campionato e di coppa. Poi finimmo in serie B, ma ci siamo ripresi alla grande fino ad oggi.
Niente da dire. Sul campo ho avuto dei bei ricordi ma come società io vi dico che ero abbonato al Milan Channel e ne ho fatti di sms, telefonate e pure fax ma il direttore Mauro Suma non mi ha mai contattato, pur avendo lasciato un sacco di volte i messaggi e lasciato detto un sacco di volte a Samantha che volevo parlare con Suma. Adesso niente più abbonamento, pur soffrendo. Niente Milan, niente Reggina e forza Juventus e Azzurri.
Ciao a tutti quelli che ho nominato in questa lunga lettera, saluti per tutti i lettori ed a Rocco e Massimo. Un saluto particolare ed un augurio di guarigione per mio cognato Carmelo Giuseppe Panetta che abita a Novara e a tutti i novaresi. Ciao galatresi e serratesi nel mondo. Ciao Enzo, nipote indimenticabile.
Pasquale Furfaro
via Gorizia 12 - 89054 Galatro Terme (Rc) – Tel. 0966.903137 - Cell. 333.2987716.


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