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Natale 2011: oltre la coltre di nebbia... la luce!
Michele Scozzarra
24.12.11 - Quest’anno attendevamo sicuramente di celebrare il Natale in un contesto sociale più sereno, invece si avverte intorno a noi un clima di paura e di incertezza come non si viveva da tanto tempo. Nel dopoguerra mai il nostro Paese è sembrato a pezzi come in questo tempo di crisi generale, dove pare che non si veda con chiarezza una via d'uscita… che lo si voglia o no, la crisi esiste e sta cambiando le condizioni di vita di milioni di persone.
“Sembra che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno”, scrive il Papa nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace. Ma da dove viene questa tenebra che produce ansia e insicurezza? Cosa esattamente sta accadendo e perché? Sembra che la speranza abbia raggiunto, in questi mesi, il massimo del suo impoverimento. Leggendo i giornali, guardando la televisione, sentendo i discorsi della gente si intuisce come un calare di una “coltre di oscurità” sulla speranza degli uomini. Una oscurità che in questo Natale del Signore dell'anno 2011, ci riempie il cuore di tristezza e di paura. È questa la ragione per cui ancora il Papa, pur riconoscendo il disagio e il disorientamento che spingono ciascuno a muoversi in maniera solitaria e a compiere scelte di vita sempre più fragili, non ha potuto evitare di lanciare un appello: «Cari giovani, non abbiate paura di affrontare queste sfide! Non perdete mai la speranza».
È un invito a guardare la crisi come opportunità: essa, infatti, costringe a rendersi conto del valore di cose a cui non si pensa finché non vengono meno…
In questo Natale, del quale si può ben dire, con le antiche parole, oggi più tragicamente vere: "venne tra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto", quel povero Bambino viene ancora una volta nei nostri paesi, nelle nostre case, nella nostra “miseria”per trovare chi Lo vuole accogliere come annuncio di salvezza che accende, ancora una volta, sulle “tenebre” del mondo la luce della speranza e della pace e, come dice il Papa: “Maria ci aiuti a vedere che c’è una luce al di là della coltre di nebbia che sembra avvolgere la realtà”.
Nonostante la paura della crisi e la coltre di oscurità che sembra non ci voglia dare alcuna via d’uscita, raccolti attorno al Presepio, anche a noi giunge la voce incoraggiante del profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”. Accogliamo, allora, con certezza quella Nascita accaduta più di duemila anni fa, che non smette mai, soprattutto in questi giorni di nebbia, di accadere. E riaccade anche oggi, nella piena crisi dell'anno 2011, nell’esortazione alla speranza di Leone Magno: "Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che allontana la paura...”.
La notte di Natale, anche nel “buio” di questi giorni, ci chiama ad un’altra nuova aurora e, proprio per questo, anche se ci confermassero che nel dicembre del 2012 ci sarà veramente la fine del mondo, ciò non ci può impedire di avere figli nel novembre del 2012 e di scrivere poesie, e di piantare alberi, perché queste cose non si fanno solo per l’avvenire terreno, ma si fanno per partecipare alla vita eterna...
Buon Natale a tutti!

Nelle foto: in alto un magro Babbo Natale 2011, in basso grotta della Natività.

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