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2.1.19 - Le maggiori fake news degli ultimi 50 anni
Domenico Distilo

23.1.19 - Il paese di Andreotti e quello di Gian Carlo Caselli
Angelo Cannatà

25.1.19 - Il vizio del gioco a Galatro
Francesco Orlando Distilo

31.1.19 - L'odio verso gli omosessuali: Feltri dovrebbe chiedere scusa
Angelo Cannatà

3.2.19 - Futuro delle terme avvolto nella nebbia





(2.1.19) LE MAGGIORI FAKE NEWS DEGLI ULTIMI 50 ANNI (Domenico Distilo) -

1) Non è vero che l’uomo è andato sulla luna: l’impresa dell’Apollo 11 è stata una messa in scena degli USA, qualcosa di simile alla radiocronaca dello sbarco sulla terra dei marziani di Orson Welles;

2) John Kennedy non è morto a Dallas ma è sopravvissuto, sia pure con una vita da vegetale, fino al 1990;

3) Una principessa Romanov è sopravvissuta al massacro della famiglia reale ad Ekaterinburg;

4) Giovanni XXIII e Paolo VI, i due papi del Concilio, in realtà agivano per conto della massoneria e di una centrale internazionale ebraica;

5) Giovanni Paolo I è stato avvelenato con la complicità delle suore-cameriere che avevano accesso al suo appartamento in Vaticano;

6) Il cadavere di Hitler è stato ritrovato da soldati sovietici e portato in Russia;

7) Quello di John Lennon è stato un finto omicidio: il cantante dei Beatles è ancora in vita, nascosto non si sa dove;

8) Andreotti è stato per anni il capo di Cosa Nostra;

9) Le camere a gas sono un’invenzione della propaganda giudaica;

10) La Germania ha perso due guerre mondiali perché tradita dal cosiddetto “fronte interno”;

11) Il celebre gol di Turone al Comunale di Torino, nel maggio 1981, era assolutamente regolare;

12) Vincemmo i mondiali dell’82 perché ce li comprammo dal Cancelliere tedesco;

13) L’ebraismo mondiale persegue ancora, con i Protocolli dei savi di Sion debitamente aggiornati, il dominio mondiale;

14) La distruzione delle Torri gemelle non è da imputare ad Alqaeda ma ad un tentativo (sventato) di colpo di Stato negli USA;

15) I vaccini sono la causa dell’autismo;

16) Il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro sono imputabili a un complotto perpetrato dagli stessi capi della Democrazia Cristiana;

17) Rubi era effettivamente la "nipote" di Mubarak;

18) Lo scudetto dell’Inter del 2006 non era di cartone;

19) Moratti e Facchetti in tutti quegli anni non telefonarono mai ai designatori degli arbitri;

20) Il tentativo di colpo di Stato di De Lorenzo nel 1964 non fece cadere il primo governo Moro, che inciampò sulla questione dei finanziamenti alla scuola privata;

21) Van Gogh era solo il prestanome di un artista misterioso che non voleva apparire;

22) Le agenzie di rating assieme a tutte le centrali della finanza internazionale complottano contro il governo Lega-5 Stelle;

23) Lo spread è un’invenzione della propaganda antitaliana;

24) Nel 2011 Berlusconi cadde per un complotto internazionale eterodiretto dai suoi nemici italiani, in primis dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;

25) La Prima repubblica cadde per cause in toto italiane, indipendenti dal riassetto dei poteri internazionali che seguì alla fine della Guerra fredda;

26) Il fallo di Ronaldo su Iuliano nel match-scudetto del 1998 fu in realtà di Iuliano su Ronaldo. Iuliano, infatti, riuscì a fare fallo sul “fenomeno” rimanendo fermo in attesa di essere travolto;

27) Nixon non fu costretto a dimettersi per lo scandalo Watergate, ma da certe rivelazioni che stavano per essere fatte sulla guerra nel Vietnam;

28) Nell’attentato a Giovanni Paolo II del Maggio 1981 i servizi segreti bulgari non ebbero parte alcuna;

29) Il tentato golpe di Junio Valerio Borghese nel dicembre 1970 fu una cosa assolutamente seria e mise a rischio le istituzioni repubblicane;

30) Una Spectre guida la storia del mondo verso la realizzazione dei suoi scopi, versione novecentesca dell’hegeliana “Astuzia della Ragione”.


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(23.1.19) IL PAESE DI ANDREOTTI E QUELLO DI GIAN CARLO CASELLI (Angelo Cannatà) - Se scrivi di Robespierre puoi esaltarne alcune qualità, ma non puoi non evidenziare che mandò molti alla ghigliottina e finì egli stesso ghigliottinato. Non puoi. Se lo fai costruisci un falso storico.

Ecco, un falso di questo tipo è stato costruito nel centenario della nascita di Giulio Andreotti. Le celebrazioni – con schiere di politici, giornalisti, artisti, nani e ballerine – hanno esaltato lo “statista” e oscurato, come fatto marginale, le accuse e il processo per mafia finito con la prescrizione dei fatti precedenti al 1980. Una vergogna.

Ampiamente prevista da Gian Carlo Caselli, giusto e valoroso magistrato in pensione. Ha parlato di “masochismo istituzionale di chi celebra Andreotti” col solenne patrocinio del Senato. È così. È calato il velo sull’esito del processo al “Divo Giulio” dopo il “verdetto di provata colpevolezza”, per aver commesso (commesso!) il delitto di associazione a delinquere con Cosa nostra”. Per essere più chiari: nell’ultimo grado di giudizio del processo, la II sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito la “concreta collaborazione di Andreotti con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980”. Collaborazione e responsabilità. Il reato commesso non era però perseguibile per sopravvenuta prescrizione e quindi si è dichiarato il “non luogo a procedere” nei confronti dell’imputato. Si è salvato per le lungaggini e i tecnicismi del processo gestiti ad arte dai suoi avvocati.

Chiedo: può una persona, imputata e prescritta per associazione mafiosa da un tribunale dello Stato, essere, al tempo stesso, celebrata dal Senato e dunque dallo Stato? Secondo logica, no. Ma il nostro è un Paese in cui l’etica, la giustizia e la logica faticano a trovare asilo. È la terra degli impuniti. Dei violenti. Dei collusi. Dei “padrini fondatori”. Della trattativa Stato-mafia. Dei giornalisti leccaculo che riempiono i talk show. A Gian Carlo Caselli, invincibile e coraggioso amico della verità, la mia grande stima e quella di tutti gli uomini onesti del nostro martoriato Paese.

* * *

Articolo apparso su
ilfattoquotidiano.it sabato 19 gennaio 2019

Nella foto: a sinistra Giulio Andreotti, a destra Gian Carlo Caselli.

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(25.1.19) IL VIZIO DEL GIOCO A GALATRO (Francesco Orlando Distilo) - Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a Galatro, nell’anno 2017, è stato speso, per tutti i giochi gestiti dallo Stato e alle slot, un importo complessivo di Euro 616.086,10 per un importo pro capite di Euro 368,00.

La parte del leone, nelle giocate dei galatresi, sono stati gli apparecchi e congegni con vincita in denaro (New Slot) ai sensi dell'art. 110 comma 6 del T.U.L.P.S., nei quali sono stati spesi complessivamente 402 Mila Euro. In questa speciale classifica troviamo poi le “lotterie istantanee” con 102 Mila Euro, il Lotto con 92 Mila ed il Superenalotto con 16 Mila Euro. Per tutti gli altri giochi, invece, non si supera il migliaio di Euro.

C’è da dire che rispetto al 2016 le giocate con le slot sono aumentate dell’8,36% passando da 371 Mila Euro a 402 Mila Euro. Da contrappeso però c’è la diminuzione della popolazione che è passata, sempre secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da 1.703 abitanti con un reddito pro-capite pari a 11.232 Euro nel 2016 a 1.671 abitanti con un reddito pro-capite pari a 11.535 Euro nel 2017.

Nel periodo considerato Galatro ha perso quasi il 2% di abitanti ma è aumentato il reddito pro-capite di circa il 3%. Appare quindi evidente che le 32 persone che hanno abbandonato Galatro erano con un reddito pro capite vicino allo zero.


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(31.1.19) L'ODIO VERSO GLI OMOSESSUALI: FELTRI DOVREBBE CHIEDERE SCUSA (Angelo Cannatà) - Vittorio Feltri non è uno stupido. Ha alle spalle una storia giornalistica rispettabile, dirige un quotidiano nazionale, è un abile polemista, scrive bene. Si può non essere d’accordo con lui su molte cose – a me accade spesso – ma è innegabile che sia un giornalista di razza con una forte personalità.

Si fa fatica quindi a capire a quale urgenza risponda l’attacco ai gay messo in atto da Libero il 23 gennaio: “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. Occhiello: “C’è poco da stare allegri”. E’ un titolo brutto. Volgare. Stupido. Una frase che non fa onore all’intelligenza di Feltri poiché avalla l’idea che l’omosessualità sia sporca e negativa, un’infamia.

Intendiamoci, si potrebbe commentare Libero con ironia (vedi l’ottimo Michele Serra del 24 gennaio) se non fosse un problema tremendamente serio. L’omofobia fa danni: nutrendosi di certe argomentazioni molti aggrediscono, picchiano. L’ho già raccontato: insegno filosofia e un giorno, anni fa, ricevetti molte mail; fu come se i miei alunni, anche quelli laureati da un decennio, si fossero dati appuntamento per scrivere, tutti nelle stesse ore, al loro prof. Fu il tema - sono certo - a creare il cortocircuito emotivo. Una mail in particolare mi colpì.

“Buongiorno professore, ho letto il suo testo su Repubblica e dovevo farmi vivo.” In effetti c’era sul giornale Fruttero e Lucentini per capire l’omofobia: “Torna in mente il libro di Fruttero e Lucentini - ‘La prevalenza del cretino’ - di fronte al giovane gay reggino picchiato in strada e umiliato in ospedale. Sembra che un infermiere gli abbia detto: ‘Ti consiglio uno psicologo. Con una cura di ormoni puoi guarire’. È quest’idea, che l’omosessualità sia una malattia, a generare violenza. Ma dice qualcosa di diverso Giovanardi in Parlamento quando arringa contro l’omosessualità? Le certezze ‘ideologico-religiose’ veicolano anatemi, ostracismi. La Chiesa cattolica dimentica i suoi principi: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’. Si può stare con Gesù e negare il diritto al Sacramento agli omosessuali? E allora: se da più parti arrivano messaggi sbagliati, possiamo prendercela con i giovani balordi che a Reggio, Roma, Milano, insultano e picchiano un gay? Molti non lo sanno ma è figlia della sensibilità gay gran parte della cultura mondiale: Foucault, Gide, Pasolini, Proust, Rimbaud, Shakespeare, Tasso, Platone, Garcìa Lorca, Wilde, Visconti, Verlaine... mi fermo qui. Bisogna ricordarlo ogni tanto. Con la speranza che anche la politica e la Chiesa escano dal medioevo.”

Ecco, la speranza è che anche Feltri esca dalla rozza superficialità in cui il titolo di Libero lo colloca. Un invito: la prossima volta rilegga questo elenco di nomi, molto incompleto, prima di titolare sui gay con disprezzo. Se poi, pensando agli indifesi ragazzi delle nostre periferie, pestati da balordi omofobi, volesse chiedere scusa sarebbe il segnale forte di un’intelligenza che sa riconoscere i propri errori.

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Articolo apparso su
ilfattoquotidiano.it giovedì 24 gennaio 2019

Nella foto: il giornalista Vittorio Feltri.

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(3.2.19) FUTURO DELLE TERME AVVOLTO NELLA NEBBIA - La stagione termale 2018 si è chiusa agli inizi di dicembre ma una nebbia molto fitta, degna della Valpadana di una volta, avvolge il futuro (e il presente) di quella che ci ostiniamo a definire la speranza di Galatro.

L’Amministrazione Comunale, vinta la partita con l’ex gestore, ha dapprima puntato sulla fondazione (come da programma elettorale), poi ha virato sulla società a socio unico, nel frattempo gestendo la struttura in economia grazie all’utilizzo massiccio dei lavoratori ex LSU-LPU.

Allo stato attuale delle cose, se la società a socio unico è in alto mare per difficoltà di ordine giuridico che appaiono insormontabili, anche su quella in economia si addenserebbero ombre consistenti derivanti da un nuovo contratto regionale che limita la possibilità del ricorso ai lavoratori di pubblica utilità (definizione invero pleonastica se non tautologica dal momento che ogni lavoro o è di utilità pubblica o, semplicemente, non è un lavoro).

Tutto lascia supporre che l’idea prevalente nell’Amministrazione sia di proseguire indefinitamente con la gestione in economia. Ma, a parte la questione dei lavoratori di pubblica utilità, la gestione in economia è stata finora limitata al servizio termale erogato al minimo, cioè senza altri servizi complementari e di supporto (medicina specialistica, fisioterapia, ecc.). Situazione evidentemente considerata normale dal momento che nessuno parla più di ricezione e ristorazione, come se si trattasse di meri accessori, mentre è conclamato che rappresentano componenti fondamentali della struttura, soggette al deterioramento da non uso.

Si capiscono le controindicazioni implicate da qualsiasi ipotesi di soluzione, plausibile e non, ma c’è da invocare uno scatto di fantasia, una mossa del cavallo capace di portare le Terme di Galatro fuori dello stallo, da un tirare a campare che potrebbe rivelarsi peggiore del tirare le cuoia.

Nella foto: nebbia alle terme di Galatro.


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