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Galatro si sta svuotando:
galatresi svegliatevi!

Nicola Sollazzo
Il mantra che gira insistentemente nel paese è uno ed univoco: Galatro si sta svuotando, Galatro è ormai un paese al collasso.

Negli ultimi anni oltre il cinquanta per cento dei residenti ha abbandonato definitivamente il paese ed ancora oggi settimanalmente intere famiglie partono verso il nord od all’estero in cerca di lavoro con la certezza di non tornare mai più.

Si dirà, sì, però questa è una situazione che tocca molti paesi della Calabria e del Meridione in generale ma la risposta è che però non tutti hanno le stesse possibilità di sviluppo socio-economico che Galatro ha.

Diga, Terme, Turismo e via elencando sono l’invidia di tanti paesi verso il nostro ed a buona ragione se ci fossero amministratori in grado e con la volontà di saperli e volerli apprezzare ed aiutare per andare avanti.

Gli amministratori del nostro paese si attaccano alla volontà del popolo che li ha eletti ma loro non danno giustizia al popolo che vuole essere considerato, vuole esprimere le proprie opinioni sui problemi del paese che riguardano l’essere stesso dell’uomo e della sua famiglia.

Il popolo galatrese vuole essere e vuole contare.

Ma a Galatro regna il populismo che è l’esatto contrario del dare voce al popolo.

Il populismo vuole significare approfittare della ingenuità della gente e qualche volta della sua ignoranza delle cose, per dare a chi ha delle responsabilità maggiore forza e potere.

Si ingannano i cittadini promettendo e non mantenendo mai le promesse fatte, sfruttando il sì della gente per andare avanti nei loro obbiettivi.

Cacciarono in malo modo il gestore delle Terme perché avevano in mente di costituire una fantomatica fondazione che, facevano sapere, avrebbe potuto dare lavoro a tantissimi cittadini.

Ma quante persone a Galatro erano al corrente in che cosa consistesse questa fondazione, quale era il potere che consentiva al sindaco ed a pochi altri suoi amici di fiducia di disporre la propria volontà senza condizioni?

Era già stato fatto lo statuto da parte di un avvocato spendendo anche dei soldi (nostri) ma senza sapere che la legge non consentiva questo tipo di organizzazione e quindi dimenticando quel vecchio detto che dice: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.

Ed ora abbiamo una struttura termale tremebonda dal punto di vista occupazionale e, da quanto si sente dire, anche dal punto di vista legale.

E’ necessario un sussulto di tutti i cittadini rimasti a Galatro che vogliono il bene del paese, è necessaria una unità di tutte le persone di buona volontà perché ci sia un nuovo punto di riferimento della collettività che dia finalmente una possibilità di alternativa ad una amministrazione incapace e dia altresì un forte impulso al cambiamento.

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Nella foto in alto: scorcio di Galatro con rione Pecorello e chiesa di San Nicola.


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