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Chiude lo storico emporio
edicola di piazza Matteotti


Giorgio Guglielmo Federico Hegel, il più celebre esponente della filosofia classica tedesca, vissuto tra il 1770 e il 1831, definì una volta il giornale quotidiano - ormai largamente diffuso nell’età della Restaurazione dopo le periodiche ed effimere gazzette del periodo rivoluzionario - “la preghiera del mattino dell’uomo moderno”, volendo significare che si era ormai in un mondo nel quale non si poteva fare a meno delle notizie, dal cui contenuto, buono o cattivo, dipendevano le sorti di ogni paese, nonché dei suoi cittadini più dinamici ed intraprendenti, identificati con la borghesia.

La cosiddetta “opinione pubblica” nacque, si può dire, ad un parto col giornale, nel senso che i fatti, i commenti e le idee da questo riportati stabilivano, sia pure per via indiretta, l’agenda politica e le sue priorità, influenzando governi, parlamenti e popolo (o pubblico), talvolta fino al punto di provocare lo scoppio di una guerra, come nel caso del conflitto franco-prussiano del 1870.

Nel tempo di internet e dei social il vecchio giornale cartaceo, per quanto assediato dai più moderni mezzi di comunicazione, si mostra coriaceo e resistente un po’ ovunque, aiutato dall’aumento della popolazione anziana, non sempre a suo agio con smartphone e tablet.

Non però a Galatro, avendo preso decisamente corpo e infine veste di ufficialità i rumors dell’imminente chiusura dello storico emporio-edicola di piazza Matteotti fondato da mastro Carmelo Distilo all’inizio dei Sessanta del secolo scorso e rilevato giusto un anno fa da Arianna Sigillò.

Invero, l’impressione generale era, fino a qualche mese fa, di una navigazione tranquilla della nuova gestione. Poi la comparsa dei rumors, peraltro smentiti dall’interessata, fino all’annuncio della chiusura definitiva il prossimo 31 luglio.

Una decisione che, francamente, dispiace un po’ a tutti, soprattutto se le motivazioni fossero personali e non legate alla contrazione degli utili a causa dello spopolamento del paese. Ma si sa che le decisioni personali sono insindacabili.

Fatto si è che con l’emporio-edicola, se non ci saranno ripensamenti dell’ultimo giorno o cessioni a terzi dell’attività, scomparirà un pezzo della Galatro della seconda metà del Novecento. “Panta rei”, tutto scorre, diceva il vecchio Eraclito.

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06.06.2018 - Cambia gestione l'edicola emporio Distilo

Nella foto sopra: l'entrata dell'emporio edicola come si presentava una decina di anni fa.


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