MAPPA METEO RECAPITI UTILI MERCATINO FOTO CODICE FISCALE PAGINE RADIO GALATRO IERI E OGGI FIRME
Un paese abbandonato a se stesso
dove le attività chiudono

Nicola Sollazzo
Era un giovane, era seduto ai piedi di un albero della villa comunale, aveva un foglio nelle mani e piangeva e le lacrime gli bagnavano le guance. Piangeva perché, appena maggiorenne, aveva la valigia già pronta per partire ed andare all’Estero per poter trovare un lavoro.

Sapeva di dover lasciare il suo paese ed aveva una grande tristezza, amava il suo paese, i luoghi dove aveva vissuto la sua infanzia, i suoi amici, quelli che erano rimasti e che presto certamente lo avrebbero seguito. Era triste dover lasciare i suoi genitori, i suoi parenti, le tradizioni che formavano la sua ancora giovane cultura, il verde che circonda il suo paese e che lo rende uno dei borghi più belli esistenti.

Il giovane che lascia il suo paese lo fa con la morte nel cuore perché sa che avrebbe avuto la possibilità di contribuire al miglioramento economico e sociale del suo paese e sa che coloro che avrebbero potuto innescare questa svolta non lo hanno fatto, o per incapacità o per negligenza. Il ragazzo che lascia il suo paese per trovare lavoro non lo abbandona, è sempre nei suoi pensieri, di certo lo hanno ormai abbandonato tutti quelli che avendone il potere nulla hanno fatto per rendere questo paese degno della civiltà dalla quale deriva.

Nel foglio che il giovane aveva in mano c’era scritta una canzone diventata a suo tempo famosa e di grande successo. Sottolineata si leggeva una strofa: “Paese mio… la noia, l’abbandono, il nulla sono la tua malattia.” Registrava la situazione del suo paese. Abbandonato a se stesso, il degrado urbano che lo avvolge, animali ed immondizia presenti in ogni dove, abusivismo dilagante con il beneplacito di chi ne è responsabile.

La mancanza di lavoro è la colpa più grave per coloro che ne sono responsabili perché questa assenza rende l’uomo meno libero e toglie ad esso la dignità del vivere civile. Un paese dove i piccoli commercianti chiudono giornalmente, dove non c’è nemmeno un'edicola per poter comprare un giornale vuole chiaramente dire un paese abbandonato a se stesso con i responsabili di questo degrado che non hanno nemmeno il coraggio civile e morale di dire: "Vengano altri perché noi abbiamo fallito."

Ritornato dalle vacanze mi è stata recapitata una lettera che, nell’elencare tutte le cose non fatte o male fatte di questa amministrazione, si faceva notare per la sua passione per il bene del nostro paese. Nel ringraziare questa signora per avermi scelto come suo interlocutore voglio subito dirle di essere completamente d’accordo su quanto lei scrive in quella lettera. C’è da mettersi le mani tra i capelli, voglio dire però a questa signora che un grande personaggio del passato diceva che non basta denunciare, così come del resto fino ad oggi stiamo facendo tutti, ma bisogna anche avere un programma di cambiamento.

Sono d’accordo con quanto scriveva qualche settimana fa l’avv. Maria Francesca Cordiani. E’ necessario creare un’organizzazione che non solo metta in evidenza i problemi del paese ma studi anche il modo e la possibilità di risolverli. A mio giudizio un’organizzazione formata da uomini e donne, senza distinzione di colore politico, che abbiano una visione giovane del futuro, con alle spalle un gruppo di persone che abbiano esperienza certa nei vari campi della vita e che siano loro da supporto, potrebbe essere un buon motivo di partenza.

Sono certo che persone che si siano già mosse in questa ottica ci sono e non staranno certo a guardare. Se pensate che ciò possa succedere e pensate che io possa esservi utile in qualche modo contattatemi, io ci sarò. Ci organizzeremo.

* * *

Articoli attinenti:
25.07.2019 - Chiude lo storico emporio edicola di piazza Matteotti
12.07.2019 - Formiamo un Comitato civico per salvare Galatro
10.07.2019 - Galatro si sta svuotando: galatresi svegliatevi!
07.07.2019 - Galatro e i sogni andati in frantumi
01.07.2019 - Quarant'anni fa a Galatro


INDIETRO










Google
internet
galatroterme.it
Copyright @ Associazione Culturale del Metramo 1999 -