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Passato, presente e toponomastica

Una comunità di individui è tale se ha il senso della propria identità, che non nasce dal presente (rispetto al quale non si può mai essere pienamente consapevoli: il presente è, infatti, fluido, difficilmente definibile nei suoi contorni e nel suo spessore), né dal passato remoto (che la distanza, quando non pietrifica, rende evanescente e fluido al pari del presente). Può nascere invece, ed è bene che nasca, dal passato prossimo, non più interamente fluido ma neppure irrigidito al punto di presentarsi come un monolite, figura dalle caratteristiche antitetiche alla natura del pensiero umano, contraddistinto dalla vocazione ad essere forma informe, a ri–formarsi (letteralmente: a darsi un’altra forma) anche quando lo si direbbe definitivamente formato.

Se così stanno le cose la consapevolezza di ciò che siamo, della nostra identità, per noi galatresi del XXI secolo non c’è dubbio sia da cercare nella seconda metà del Novecento (il nostro passato prossimo), studiando ed illustrando le biografie che, relativamente a quell’epoca, hanno impresso alla nostra “piccola” storia il suo carattere particolare segnandola con le loro attività, le loro iniziative, il loro lavoro, i loro successi, il loro carattere, così come con gli errori e le sconfitte, inevitabili nel cammino di qualsiasi vita.

Per qualità e quantità la vicenda del secondo Novecento, a Galatro in misura significativamente maggiore del resto della Calabria e forse dell’intero meridione, non ha riscontri in altre epoche, essendo questa l’epoca in cui – come abbiamo evidenziato in altre occasioni - un’accelerazione della storia proietta gli individui e la collettività di cui fanno parte in una dimensione mai prima sperimentata, fuori dall’immobilità della civiltà contadina e dentro un gorgo di esperienze, vicende, eventi, opportunità che ciascuno coglie secondo il registro e la cifra unici della propria personalità, contribuendo così a suo modo alla crescita collettiva, che non è soltanto economica, quantitativa, ma culturale ed umana, cioè qualitativa.

La considerazione e lo studio della storia recente e degli individui che più di altri hanno contribuito a farla dovranno però tradursi in un atto eminentemente politico, che sappia rispecchiare la conquistata consapevolezza della propria identità e che non potrà essere altro che una nuova intitolazione delle vie del paese, così che la toponomastica urbana corrisponda alla memoria e all’identità, la rappresentazione alla realtà.

A prendere una tale iniziativa dovrebbe essere, va da sé, l’Amministrazione comunale, a cui non dovrebbe dispiacere, dopo quasi tre lustri di sostanziale impalpabilità, trovare il modo di lasciare un segno nella storia del paese.

Proponiamo di seguito una lista di personalità che nella storia recente di Galatro tale segno lo hanno lasciato. Va da sé che integrarla e/o rimaneggiarla sarà ciò che ognuno potrà fare secondo il proprio particolare punto di vista e la propria sensibilità. Fino alla decisione finale, che dovrebbe interpretare il pensiero e il sentimento collettivi.

PERSONAGGI ILLUSTRI E MENO ILLUSTRI DELLA GALATRO DELLA
SECONDA METÀ DEL NOVECENTO A CUI INTITOLARE LE VIE DEL PAESE


1. Ettore Alvaro, poeta della galatresità - insignito della cittadinanza onoraria
2. Antonio Annetta, direttore di complessi bandistici
2. Via dell’Artigianato galatrese
3. Rocco Callà, sindaco e uomo di cultura
4. Carmelo Cordiani, educatore e musicista
6. Francesco Cordiani, medico
7. Rocco Di Matteo, politico ed educatore
8. Carmelo Distilo, artigiano - cultore della politica e dello sport
9. Francesco Distilo, poeta ed educatore
10. Rocco Distilo, sacerdote e poeta
11. Rocco Orlando Di Stilo, giurista
12. Angelo Tito Franzè, educatore e uomo di cultura
13. Nicola Franzè, protagonista delle lotte dei lavoratori
14. Via dell’Emigrato, (per onorare tutti i galatresi emigrati)
15. Ugo Ferrari, medico e innovatore sociale
16. Michele Galluzzo e Rocco Distilo, calciatori
17. Don Agostino Giovinazzo, sacerdote
18. Saverio Lamanna, poeta e saggista
19. Vittorio Lamari, medico ed uomo di scienza
20. Felice Lucia, primo presidente della S. S. Galatro
21. Nicola Mancuso, sindacalista e alfiere delle lotte dei lavoratori
22. Michele Manduci, sindaco ed educatore
23. Bruno Marazzita, sindaco
24. Don Bruno Antonio Marazzita, sacerdote
25. Bruno Marazzita, avvocato
26. Carmelo Marazzita, promotore ed organizzatore di eventi
27. Fanny Margonari, ostetrica a Galatro nell’epoca del baby-boom
28. Michele Ocello, medico ed uomo di scienza
29. Piero Ocello, poeta ed educatore
30. Giuseppe Scinica, vittima della violenza fascista
31. Don Bruno Scoleri, sacerdote
32. Giuseppe Scozzarra, capo d'arte
33. Raffaele Sergio, storico e scultore
34. Michele Siciliani, magistrato e giurista
35. Don Nicodemo Siclari, sacerdote
36. Gaudioso Trimboli e Pasquale Stranieri, calciatori
37. Bruno Zito, avvocato galatrese a Buenos Aires


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