MAPPA METEO RECAPITI UTILI MERCATINO FOTO CODICE FISCALE PAGINE RADIO GALATRO IERI E OGGI FIRME
Uomo, cane e paesaggio: cronaca
semiseria dalla valle del Metramo


Una delle (potenziali) risorse di Galatro è il paesaggio, celebrato ad ogni piè sospinto sui social da quanti pensano che le bellezze naturali siano tutto (o quasi). Peccato che non si metta l’accento sul fatto che i doni di madre natura vanno curati, coltivati, valorizzati e non basta esibirli in pur suggestive immagini in grado di strappare molti “mi piace”.

Si dà il caso, infatti, che il paesaggio reale e la sua riproduzione-rappresentazione abbiano caratteristiche molto diverse. Ad es. il paesaggio reale può cambiare (in peggio e/o in meglio), così che l’estetica ne riesca rovinata o migliorata dall’inserzione di nuovi elementi (si pensi, in negativo, al caso eclatante delle pale eoliche), mentre in effigie tutto rimane inalterato, fuori dalla portata di eventi che, se possono guastare o alterare la realtà, non hanno nessun impatto sulla sua immagine-rappresentazione.

Così non è mai accaduto e non potrà mai accadere che una deiezione canina rovini una strada e/o una piazza riprodotte in immagine, mentre la strada reale riceve dallo stesso evento un danno (non solo d’immagine) considerevole, al limite anche irreparabile. Che è esattamente quel che da qualche tempo avviene a Galatro, senza che le autorità preposte (il sindaco-ufficiale di governo in primis) facciano nulla per ridurre l’impatto del fenomeno dei cani abbandonati (o semplicemente allontanati) dai padroni.

Cani che non possono essere lasciati circolare liberamente per le vie avendo facoltà di sconvolgere gli stomaci più resistenti, a parte tutte le altre controindicazioni (dal disturbo della quiete notturna/diurna alle aggressioni ai passanti). Sarebbe il caso di entrare nell’ordine di idee che ci si trova di fronte a un’emergenza e vanno adottate misure d’emergenza. Anche a rischio di accorgersi che non è poi tanto un’emergenza e i cani di cui trattasi sono sì abbandonati, ma solo per finta. O magari sono stati adottati in sordina da chi, scoprendosi improvvisamente “buono” e “cristiano”, ignora che bontà e cristianesimo vanno esercitati prima di tutto nei confronti dei simili per specie, e solo dopo, molto dopo, di quelli per genere. Basterebbe che un vigile li seguisse per “scoprire” che in fondo – e in superficie - un padrone ce l’hanno. Padrone che va perseguito “a termini di legge”, dal momento che leggi (statali e regionali) e regolamenti comunali esistono e andrebbero pure applicati, da tempo immemorabile, senza fare inviti che presuppongono nei destinatari un inesistente grado di civiltà.

Nella foto sopra: cane in evacuazione in strada.


INDIETRO










Google
internet
galatroterme.it
Copyright @ Associazione Culturale del Metramo 1999 -