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Botta e risposta tra Simari e Marazzita

8.5.20 - Manca ancora un anno - e qualche mese - alle elezioni comunali ma sembra di essere già in campagna elettorale, con uno scontro tra maggioranza e minoranza in Consiglio comunale ripreso con un post sui social dall'assessore Simari - e con una piccata, puntuale e articolata risposta del capogruppo di Galatro Viva Nicola Marazzita, inviata al nostro giornale.
L'oggetto del contendere sono le terme, sulle quali Simari enfatizza alquanto i successi (o tali presunti) dell'Amministrazione di cui fa parte, addossando alla minoranza scelte e convinzioni che, non essendo in realtà mai stati tradotti in atti e documenti ufficiali, si "derubricano", perciò stesso, a opinioni e atteggiamenti estemporanei di questo o quell'esponente.
Non si può non ricavare l'impressione che da parte della maggioranza Tromba, o di alcuni suoi esponenti, si sia scelto, conformemente ad una tecnica collaudata, di esasperare i toni per nascondere un bilancio complessivo, peraltro trilustre, con molte voci in rosso, bilancio di cui si starebbero accorgendo esponenti della stessa maggioranza - vedi l'ultimo intervento del PD in occasione del primo maggio -, che sembrerebbero non più disponibili a far certificare i decantati successi non da analisi serie ed approfondite, ma dagli applausi degli ultras. Non ci resta che aspettare il seguito.
Riportiamo in basso la risposta di Nicola Marazzita a nome della minoranza e il precedente scritto di Pasquale Simari.


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Considerazioni sul post pubblicato su facebook
dall’assessore Simari in data 06/05/2020

L’avv. Simari, dopo le ripetute bugie dette in consiglio comunale, si affida a facebook per reiterarle, memore dell’insegnamento del gerarca tedesco Joseph Goebbels al quale molti attribuiscono la famosa frase: una bugia ripetuta più volte diventa una verità.

Prima bugia - l’opposizione avrebbe sostenuto “che il contratto con l’ex gestore non poteva essere sciolto e che il comune non avrebbe potuto riacquistare la struttura termale alla scadenza del contratto”.

Notate la contraddizione in termini. I contratti si sciolgono quando non scadono o prima della loro naturale scadenza, nel nostro caso poiché non si è avviata la procedura di scioglimento prima della scadenza del contratto (chissà perché) e si poteva e doveva fare, il comune alla scadenza naturale, in quanto proprietario, avrebbe riavuto il bene senza, evidentemente, doverlo “riacquistare”.

Solo l’incapacità e la mancata predisposizione di tutto il necessario in tempi utili (anche qui chissà perché) ha consentito al gestore di ritardarne la consegna e di operare ulteriormente oltre i termini contrattuali.

L’avvocato avrebbe, invece, dovuto accennare del perché nessun controllo sia stato operato durante la gestione privata, avendo il comune l’obbligo di farlo, hanno lasciato, invece la struttura in balia del privato, senza rivendicare nulla di quanto stabilito nel contratto.

Avrebbe potuto chiarire, una volta per tutte, se risulta a verità che il vecchio gestore sia stato da loro invitato a rilevare le quote messe all’asta presso il tribunale di Vibo Valentia. I fatti dicono che sia andata proprio cosi: poi qualcosa sarebbe andata storta ed è partito lo scontro.

Seconda bugia - “la minoranza si batteva per l’affidamento della gestione ai privati”.

Questa è madornale.

La minoranza, già in campagna elettorale, dal podio e non solo, ha sostenuto l’impossibilità di far gestire le terme dalla tanto strombazzata fondazione che avrebbe, a dir loro, dovuto coinvolgere nella gestione tutti i cittadini di Galatro (privati), presi, poi, regolarmente in giro.

Avevamo ragione. La cassazione ha decretato che le fondazioni non potevano gestire gli impianti termali.

La nostra posizione era, e rimane, quella di una società interamente pubblica che coinvolga, però, altri Enti pubblici quali Regione Calabria, Città Metropolitana, ecc.

Posizione ribadita in diversi consigli comunali, quando c’è stato occasione di farlo. I verbali delle sedute consiliari fanno testo.

Terza bugia - la minoranza avrebbe boicottato la gestione diretta.

La minoranza si è dissociata dai metodi di gestione attraverso un formale documento e la proposta di una commissione per l’individuazione della migliore soluzione della gestione del complesso termale e, in particolare, per la trasparenza nei sistemi di assunzione del personale, assunzioni operate con i soliti sistemi clientelari. Ovviamente la commissione ci è stata negata come tutte le iniziative da noi proposte.

L’uscita dall’aula al momento del voto è una normale prassi politica quando si vuole rimarcare la totale contrarietà a una deliberazione. Ci sorprende che l’avv. Simari, vista la sua esperienza, se ne meravigli.

L’avv. Simari si è dimenticato, invece, di dire perché non hanno voluto indicare la data della firma del contratto tra comune e società, come chiesto dalla minoranza, lasciando cosi intendere che la “straordinaria operazione tecnico-giuridica” è solo fumo negli occhi, come sempre. Perché, come ben dovrebbe sapere, senza firma del contratto, che garantisce la cessione della struttura alla società, (unico socio il comune stesso), non vi è alcun affidamento. Si concretizza così l’ennesimo bluff ai danni della cittadinanza galatrese.

Avrebbe potuto parlare l’avv. Simari del numero delle assunzioni fatte in questi tre anni di gestione diretta del comune, a dir suo sfavillanti dal punto di vista finanziario. Non si sa però chi ne abbia tratto profitto considerato lo “sfratto” che hanno subito i lavoratori dipendenti, in virtù dei sistemi clientelari impiegati: hanno lavorato in pochi e per un tempo molto limitato; e peggio sarà per le assunzioni previste dal piano occupazionale riportato nel contratto di affidamento alla nuova società (non firmato), nel quale solo sette lavoratori sono previsti, nei periodi di punta, per operare al reparto fanghi e agli impianti di aerosol terapia da qui fino alla fine del contratto cioè da qui a dieci anni (leggere a riguardo il piano economico allegato alla delibera).

Vogliamo ancora rimembrare all’avv. Simari e a tutti i colleghi di maggioranza, qualora se ne fossero dimenticati, che gli ex dipendenti stagionali (oltre che l’intera comunità) sono in attesa da 4 lunghi anni di risposte concrete sul futuro delle terme e della loro posizione lavorativa. A questi si aggiungono 7 nuove unità che hanno frequentato il corso di operatore termale investendo per questo anche una consistente somma di denaro. Per fare un resoconto: ad oggi Galatro gode di circa 22 unità qualificate per l’impiego presso i reparti di cure termali (senza considerare le figure accessorie) le quali, stando ai fatti (per usare una vostra frase di esordio) per i prossimi dieci anni soltanto 7 di questi potranno essere reimpiegati (o bene che vada godranno del misero e vessatorio mese di lavoro).

Questo è “l’orgoglioso traguardo raggiunto”?

Ci parli di questo la prossima volta e dimentichi Goebbels.

Per le altre bugie ci riserviamo approfondimenti più dettagliati.

Galatro 07/05/2020

I consiglieri di minoranza
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Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo ascoltato i membri dell'opposizione sostenere di non aver mai detto che il contratto con l'ex gestore non poteva essere sciolto e di non aver mai affermato che il Comune non avrebbe potuto riacquisire la struttura termale alla scadenza del contratto.

Abbiamo anche appreso che il gruppo di minoranza era in buona fede quando si batteva per l'affidamento della gestione delle Terme ai privati (perché era convinto che così fosse previsto dalla legge) ma non abbiamo ancora capito per quali motivi ha contestato la gestione diretta delle Terme da parte del Comune (che in tre anni ha fatto entrare nelle nostre casse circa 1 milione e 200mila euro).

Abbiamo quindi avuto conferma del fatto che Galatro Viva non ha mai avuto un proprio vero progetto di rilancio delle Terme e che la sua unica linea politica è stata quella di opporsi e boicottare le iniziative della nostra amministrazione, come confermato dall'abbandono dell'aula sia in occasione del voto sulla costituzione della società comunale che in quello dell'affidamento della gestione in house.

Per questo ieri sera non siamo rimasti per nulla sorpresi quando li abbiamo visti perdere i nervi e tentare di impedirci, con ogni mezzo, di ricordare questa semplice verità.

Ma i fatti parlano da soli.

E noi oggi orgogliosamente rivendichiamo di aver saputo condurre in porto in maniera lineare e trasparente una straordinaria operazione tecnico-giuridica, oltre che politica, che pone le basi per un futuro più prospero per il nostro Comune. Nonostante l'opposizione.

06.05.2020

Pasquale Simari


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