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Sulla seduta del Consiglio
Comunale del 5 maggio

Francesco Orlando Distilo
18.5.20 - Il 5 maggio passato, grazie ad una diretta streaming, abbiamo avuto la possibilità di assistere alla seduta del Consiglio Comunale di Galatro. Una seduta consiliare accesa e molto dibattuta sul terzo punto dell’ordine del giorno, ovvero: l’approvazione della relazione illustrativa per l’affidamento in house providing del complesso termale/alberghiero "Fonti S. Elia” di proprietà del Comune di Galatro.

In verità avrei voluto aspettare la pubblicazione della relativa delibera consiliare ma, considerato che siamo al 16 maggio e nonostante le determine dirigenziali siano spuntate come funghi ma della delibera nemmeno l’odore, mi pare opportuno cominciare ad evidenziarne alcune contraddizioni nella maggioranza evidenziate in quella serata.

Prima di entrare nello specifico delle Terme, vorrei aprire due parentesi che nulla hanno a che fare con la discussione messa all’ordine del giorno per il Consiglio.

La prima parentesi riguarda il Segretario del Locale Circolo del PD, Gaspare Sapioli, per il suo deludente intervento. Dopo un promettente manifesto, affisso nella giornata della Festa del lavoro, ci si aspettava da lui un intervento programmatico che guardasse al futuro dando, nel contempo, uno stimolo e una spinta propulsiva a quella che è la sua stessa maggioranza. Sapioli è stato, invece, attore di un discorso in stile retrò, quando, negli anni ’70, a Galatro imperversavano le lotte politiche del defunto PCI per la diga sul Metramo.

L’altra parentesi riguarda il Sindaco. Pur non avendo nulla a che fare con le Terme di Galatro, mi preme evidenziare il modus operandi poco istituzionale del Sindaco che, nell’occasione, mi è sembrato più un Titiro imbruttito, di virgiliana memoria, che il rappresentante della Pubblica Amministrazione.

Per quanti non hanno potuto assistere alla diretta streaming rievoco l’accaduto. In quella sede il Dott. Fortunato Lucia, Consigliere di Minoranza, pur uscendo fuori traccia dal tema dell’ordine del giorno, ha posto all’attenzione del Sindaco la questione circa la concessione in comodato d'uso gratuito, per 5 anni, dell'immobile ex scuola elementare, ubicato in località Tre Valloni, all'Associazione A.N.P.A.G.E.P.A. di Cittanova, come da Delibera di Giunta nr. 32 del 31/03/2020, pur sapendo che a detto immobile sembrerebbero interessate almeno 3 famiglie di Galatro. È pur vero che con un’altra Delibera di Giunta, la nr. 35 del 30.04.2020, è stata successivamente revocata la predetta deliberazione, che è stata confinata, a mio avviso per dissimulare la gaffe, tra le “Autorizzazioni” e non tra le “Delibere di Giunta”, come avrebbe dovuto essere, dell’Albo Pretorio on line.

Alla richiesta del Dott. Lucia di dare una spiegazione circa l’operato della Giunta Comunale e chiedendo se i restanti Consiglieri di Maggioranza fossero a conoscenza della questione posta, oltre a non dare nessuna giustificazione sull’operato, il Primo Cittadino ha risposto, con tono iracondo, di preoccuparsi della minoranza in quanto alla maggioranza ci avrebbe pensato lui, come per dire faccio ciò che voglio, senza dover dare conto a nessuno, ricordando Alberto Sordi nel film “Il Marchese del Grillo”: “Io so' io e voi non siete un...”.

Al di là della liceità o meno della concessione, vorrei rimarcare che il Comune di Galatro è privo di un regolamento sulla gestione degli immobili di proprietà dell’Ente.

Prima di concedere, a qualsiasi titolo (uso, abitazione, locazione e comodato) un immobile di proprietà comunale, l’Ente si dovrebbe dotare prima di un regolamento che ne stabilisca la relativa disciplina, considerato che agli atti risulta solamente un regolamento per l'alienazione del patrimonio immobiliare, approvato con deliberazione di C. C. n. 19/2012.

L’ex scuola elementare rientra tra i beni demaniali del Comune e per tale motivo gli amministratori devono dare conto dell’uso che se ne fa, non solo alla minoranza ma a tutti i cittadini che ne facciano richiesta perché i beni demaniali devono essere gestiti in nome, per conto e per il bene della comunità galatrese. Sull’immobile, non essendo un bene nella disponibilità personale degli amministratori, non c’è nessuna discrezionalità d’uso se non adeguatamente regolamentata.

Un’altra cosa che mi ha ulteriormente sconvolto è stato sentir dire al Sindaco che è “stato costretto a fare la società in house perché in Calabria non ci sono validi imprenditori”. Io non so se il Primo Cittadino si sia reso conto della gravità di ciò che ha detto. A parte che la sua affermazione, ovviamente, non corrisponde al vero, ma crede che il Consiglio Comunale da lui presieduto o quello che verrà possa dare alle Terme il rilancio che serve per dare sviluppo e occupazione alla cittadinanza?

Galatro sicuramente avrebbe le personalità adeguate per dare slancio sociale, culturale ed economico alla nostra comunità ed alle Terme, se non fossero, però, lontane dalle loro famiglie e dalla loro comunità.

E non venga tirato in ballo il Manager perché, come correttamente è stato ribadito durante l’adunanza, con la società in house è sempre il Consiglio Comunale che fornisce le linee guida e gli obbiettivi da raggiungere e se il civico consesso non realizza un chiaro progetto di sviluppo, il manager potrebbe anche essere Flavio Briatore che le Terme resteranno tali e quali.

E non mi pare che nel periodo in cui le Terme sono state gestite, illegittimamente, in economia dall’Amministrazione Comunale, abbiano fatto il salto di qualità, tenendo conto che hanno avuto almeno 6 anni a disposizione (dal 2011 alla data in cui il Comune ha preso il pieno possesso della struttura) per elaborare un piano industriale per l’effettivo rilancio delle Terme.

E’ arrivato, quindi, il momento di dimostrare in modo scientifico come l’attuale maggioranza abbia, con coscienza e volontà o per sola incapacità, ritardato il vero ed effettivo rilancio delle Terme.

Permettetemi prima, però, di sottolineare il post sul social Facebook dell’Assessore alle Terme, Avv. Simari, nel quale riferendosi alla minoranza afferma: “Non abbiamo ancora capito per quali motivi ha contestato la gestione diretta delle Terme da parte del Comune”. Evidentemente all’Assessore sfugge un particolare che non è irrilevante. All’Avv. Simari sfugge l’incontrovertibile verità che la storia si costruisce con gli atti e non con le chiacchiere da bar o con post sui social. Vorrei ricordare in particolare a costui che nella storiografia moderna una delle fonti per la ricostruzione storica di un evento possono essere anche i giornali e quindi mi avvarrò di quanto, nel tempo, ha riportato la testata giornalistica on line Galatro Terme News su questo argomento.

Il 13.05.2016 nell’articolo Presentazione della lista Galatro Viva si legge: “Avendo Galatro Viva già messo in chiaro in tempi non sospetti che le Terme debbono tornare al Comune, in discussione è unicamente lo strumento della futura gestione. Vedremo se ci sarà la convergenza sul tipo di fondazione scelto dall’Amministrazione Comunale, se sarà proposta qualche correzione o se nascerà un progetto completamente alternativo.”

Due giorni dopo, ovvero il 15.05.2016, nell’articolo Galatro Viva ha presentato candidati e programma: "Terme al Comune" tra l’altro si legge: “L’attesa era soprattutto per la posizione che Galatro Viva avrebbe preso sulla questione delle Terme, che col prossimo anno torneranno nella disponibilità del Comune. Nicola Marazzita ha sgombrato il campo da tutte le dicerie e le insinuazioni sul presunto feeling col gestore. Galatro Viva è, a 360 gradi, per il ritorno del pubblico nella gestione delle Terme e, in generale, dei servizi. Dunque sì alla Fondazione Terme di Galatro proposta dall’Amministrazione, a patto però che i soggetti partecipanti siano soltanto pubblici, come potrebbero essere altri comuni o la Città Metropolitana.”

E se ciò non bastasse il 28.04.2017 nell’articolo titolato Il Consiglio Comunale decide: le Terme le gestirà il Comune si legge: “Le Terme torneranno ad essere gestite direttamente dal Comune. Lo ha deciso all’unanimità il Civico Consesso riunito in seduta straordinaria urgente sera di giovedì 27 aprile con un unico punto all’ordine del giorno, le determinazioni in ordine al futuro della struttura termale.”

Alla luce di ciò, è evidente che l’Assessore alle Terme non si è mai chiesto e non mai ha chiesto alla minoranza con quale strumento intendesse gestire le Terme. Com’è stato dimostrato la storia contraddice l’Avv. Simari. Tutto il resto, quello dichiarato in campagna elettorale e che continua a ribadire anche adesso, tramite Facebook, sono pure e semplici illazioni di bassa macelleria.

Fatta questa breve, ma necessaria, precisazione, non tanto per difendere la minoranza, perché sono sicuro che non abbia necessità della mia difesa d’ufficio, ma per ristabilire la verità storica degli accadimenti, torno, a piè pari, sul Consiglio Comunale del 5 maggio. Per prima cosa vorrei smentire l’Assessore Simari sull’argomento della Fondazione di Partecipazione per la gestione delle Terme. Secondo il Simari la Fondazione sarebbe stata, all’epoca, l’unico strumento possibile per la gestione delle Terme da parte del Comune.

Io non so se l’Avv. Simari ha mentito, sapendo di mentire, ovvero ha riconosciuto, per reconditi motivi, nella Fondazione di Partecipazione l’unico strumento idoneo per gestire le Terme di Galatro. Vorrei evidenziare a tutti i componenti della maggioranza e a tutti i galatresi che nell’ordinamento italiano, e specificatamente nel Testo Unico degli Enti Locali, si trova uno strumento denominato “Azienda Speciale” di cui il Comune avrebbe potuto avvalersi, sin dall’effettiva entrata in possesso delle Terme, per la loro gestione.

Per quanto si possano addebitare al Simari le responsabilità dirette per le scellerate decisioni di avvalersi prima della Fondazione di Partecipazione e poi della società in house provinding, esse vanno condivise fra tutti i componenti della maggioranza. Il primo articolo del T.U.E.L. che parla di “Azienda Speciale” è l’art. 42. Attribuzioni dei consigli, dove, al secondo comma, si legge: “Il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: a) Statuti dell’ente e delle Aziende Speciali.”

L’azienda speciale è “ente strumentale dell’ente locale” dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio Statuto, approvato dal Consiglio comunale o provinciale” (art. 114, primo comma, del T.U.E.L).

Prevedendo una facile deresponsabilizzazione sulla mancata adozione dell’Azienda Speciale per la gestione delle Terme, evidenzio altresì che la giurisprudenza amministrativa ha da sempre qualificato le Aziende Speciali come enti pubblici economici, escludendo che i dipendenti di tali enti possano invocare l’applicazione del Testo Unico sul Pubblico Impiego, in quanto gli enti pubblici economici non rientrano nella nozione di amministrazione pubblica (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 4435/2017; sez. III, sentenza n.1842/2015; sez. V, sentenza n. 641/2012). Inoltre, la qualificazione delle Aziende Speciali come soggetto economico consente a queste di operare come una qualsiasi impresa commerciale, soggiacere al regime fiscale proprio delle società di diritto privato e, quindi, essere soggetto passivo di imposta distinto dall’Ente locale, ai fini del pagamento di Iva, Ires e Irap (Cass., sez. V, sent. 7906/2005).

Personalmente sarei partito immediatamente con l’Azienda Speciale per quanto riguarda l’erogazione del servizio termale, mentre avrei proceduto per tutto il resto (albergo, ristorante, bar, estetica, riabilitazione, centro poliambulatoriale, ecc.) mediante suddivisione in lotti, al fine di consentire l’attività a più imprese e favorire la concorrenza, tramite procedura ad evidenza pubblica.

L’Assessore Simari, sempre quella sera, si è reso colpevole di un’altra falsità. Su sferzata del Capogruppo della minoranza, Prof. Biagio Nicola Marazzita, il Simari ha sostenuto che se fosse stato il Comune ad acquistare le quote della Terme Service Srl, l’Ente si sarebbe trovato con un debito di 3 milioni di euro generato dal fallimento della stessa società.

Se il Comune avesse acquistato il 50% delle quote della Terme Service Srl, si sarebbe trovato come socio il signor Smedile e non il signor Trimarchi, come invece asserito dall’Assessore Simari.

Come esaurientemente riportato dal Prof. Umberto di Stilo nel suo ultimo lavoro: “Galatro, Pagine di storia”, la società Terme Service Srl è stata costituita “...dall’aggregazione del Sayonara Club e del Villaggio Smedile con atto rogato dal notaio dott.ssa Comerci Sapienza il 6/11/2000 e registrato a Vibo Valentia il giorno 13 dello stesso mese”... (pag. 171); “La Terme Service Srl, pur essendo completamente nuova ed estranea al settore del termalismo, ha gestito decorosamente la struttura termale”... (pag. 173); “A seguito del fallimento del Sayonara Srl il 50% delle quote societarie del gruppo che gestiva le Terme di Galatro, per il tramite del Tribunale di Vibo Valentia e a seguito di asta pubblica, è stato acquistato dalla Proter Pharma Srl il cui amministratore unico era Antonietta Federica Trimarchi di Laureana di Borrello.” (pag. 176).

Dimostrata la verità dei fatti e dimostrato come l’attuale amministrazione abbia solamente sprecato denaro pubblico e tempo, per l’effettivo rilancio delle Terme e della comunità galatrese, vorrei fare una riflessione. Le Terme, fino al momento del fallimento del Sayonara Srl, andavano bene. Allora mi chiedo, perché un imprenditore come il signor Smedile non ha approfittato del fallimento del socio per rilevare, anche al solo valore nominale, le rimanenti quote? Cosa o chi ha impedito al signor Smedile di acquisire l’intera società?

A queste domande aspettiamo una risposta dal Sindaco e dall’Assessore alle Terme.

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Nella foto in alto: Francesco Orlando Distilo.


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