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Risposta dell'Amministrazione
comunale al Gruppo di minoranza


30.5.20


OPERAZIONE VERITA’ SULLE TERME. ATTO PRIMO.

Nei giorni scorsi la testata Galatro Terme News ha ospitato, con tanto di editoriali di supporto, due interventi di esponenti della minoranza, dove si cita nientemeno che Goebbels per stigmatizzare il contenuto di un post, pubblicato dall’assessore Simari sulla sua bacheca Facebook, in cui si accenna all’atteggiamento da loro tenuto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale e, in generale, alla posizione che Galatro Viva ha assunto nel corso dell’iter che dal termine della gestione privata ha condotto fino all’affidamento in house delle Terme.

Ad essere sinceri, nel leggere le parole dei consiglieri di opposizione per un attimo ci è sorto il dubbio di essere capitati in una fiction di genere ucronico, ambientata cioè in un mondo parallelo del tutto identico a quello in cui viviamo dove, però, la storia ha seguito un percorso alternativo rispetto a quello reale.

Perché nella realtà “alternativa” descritta negli interventi in questione sembrerebbe quasi che, per tutti questi anni, l’Amministrazione Tromba sia stata sempre in combutta con l’ex gestore mentre la riacquisizione delle Terme, l’avvio della gestione diretta comunale, la costituzione della nuova società e l’affidamento in house siano avvenuti per esclusivo merito di Galatro Viva.

In tutta onestà, sapevamo che la fantasia dei membri dell’opposizione è molto fervida, ma non pensavamo che lo fosse fino a questo punto. Infatti, ci vuole una immaginazione fuori dal comune (oltre che una scarsissima considerazione per l’intelligenza dei galatresi) per arrivare a sostenere che siamo noi, e non loro, a raccontare bugie sulle Terme.

Ora, senza dover rinvangare le posizioni pubblicamente assunte dai nostri oppositori (in significativa assonanza con l’ex gestore) a proposito del mancato esercizio della disdetta che avrebbe determinato il rinnovo del contratto con Terme Service per ulteriori 15 anni (se non addirittura sino al 2032), per comprendere quanto siano farneticanti le recenti affermazioni della minoranza basta ricordare il manifesto da loro affisso il 28 gennaio 2017. (il cui testo integrale è ancora oggi consultabile negli archivi di Galatro Terme News).

Come in molti rammenteranno, infatti, in quel fatidico documento i membri dell’opposizione hanno accusato l’amministrazione Tromba di aver mentito quando, durante la campagna elettorale del 2016, aveva assunto l’impegno di riportare le Terme nelle mani del Comune e soprattutto, usando le identiche parole utilizzate dall’ex gestore nelle comunicazioni con cui rifiutava di restituirci la struttura, hanno cercato di convincerci che sbagliavamo a insistere per la gestione diretta comunale in quanto, a loro dire, “le leggi e la stessa Regione Calabria indicano strade diverse che portano dritto all’individuazione del gestore attraverso una procedura ad evidenza pubblica, obbligo peraltro sancito “dai principi discendenti dall’art. 81 del trattato UE e dalle direttive comunitarie in materia di appalti, quali quelli della loro necessaria attribuzione mediante procedure concorsuali, trasparenti, non discriminatorie, nonché tali da assicurare la parità di trattamento ai partecipanti”.

Come diceva la nota canzone? La verità fa male!!!

Per quanto oggi cerchino disperatamente (ma inutilmente) di negarlo, nel momento in cui noi dell’amministrazione comunale eravamo impegnati con tutte le nostre forze in uno scontro senza esclusione di colpi con la Terme Service e cercavamo di neutralizzare tutte le manovre subdole messe in atto in ogni sede e le molteplici azioni legali finalizzate a impedirci di rientrare in possesso della nostra struttura termale, i consiglieri del gruppo di Galatro Viva si battevano pubblicamente per l’affidamento della gestione ai privati mediante procedura ad evidenza pubblica.

GUARDA CASO, CI DICEVANO DI FARE PROPRIO CIO’ CHE VOLEVA L’EX GESTORE.

E noi glielo abbiamo subito rinfacciato pubblicamente con un manifesto dell’11 febbraio 2017 facendo presente che “ci vuole davvero arroganza e faccia tosta per accusare noi di aver mentito a proposito dei tempi necessari per la riacquisizione delle strutture termali quando sono i fatti a dimostrare il connubio tra Galatro Viva e l’ex gestore per fare in modo che le Terme restino in mano privata nonostante la volontà contraria di tutti i galatresi. Come abbiamo sempre detto e stiamo dimostrando con il nostro quotidiano lavoro, solo l’amministrazione Tromba avrebbe garantito il ritorno della gestione comunale. E questo sta avvenendo, nonostante gli intrallazzi di alcuni “amici altolocati” e il doppiogioco di Galatro Viva.”

Ovviamente, dopo che la nostra linea si è dimostrata vincente e tanto il TAR quanto il Consiglio di Stato ci hanno dato piena ragione, dichiarando del tutto legittima la nostra decisione di assumere la gestione diretta delle Terme, i membri della minoranza si sono arresi, forse consapevoli di aver condotto una battaglia sbagliata e contraria agli interessi dei galatresi.

Ma piuttosto che ammettere con onestà e umiltà l’errore, i nostri avversari ancora oggi fanno finta di nulla, e anzi cercano di far credere alla gente (che però non dimentica) che la loro posizione sia sempre stata quella della gestione delle terme attraverso “una società interamente pubblica che coinvolga, però, altri Enti pubblici quali Regione Calabria, Città Metropolitana.”

Ma non è andata cosi. E non siamo noi a dirlo, ma i loro stessi manifesti.

Sempre a proposito di “realtà alternative”, non possiamo fare a meno di ricordare che, nella seduta del consiglio comunale del 16 aprile 2019, la minoranza ha abbandonato l’aula per protesta contro la nostra decisione di costituire la società per la gestione delle Terme e, nel farlo, ha depositato un documento, pieno di richiami a leggi e sentenze, con il quale intendeva dimostrare che la nostra scelta era sbagliata perché la formula organizzativa della “società in house” da noi prescelta non risultava conforme alla normativa vigente.

Solo secondariamente i consiglieri di Galatro Viva segnalavano che sarebbe stato necessario il coinvolgimento di altri enti pubblici (peraltro previsto dallo Statuto societario). Da quello che scrivono in questi giorni, invece, sembrerebbe (ma il condizionale è d’obbligo) che ora l’affidamento in house vada bene. Meglio tardi che mai.

Per continuare nella dimensione ucronica del racconto della minoranza, è impossibile tralasciare l’affermazione, a dir poco stupefacente, secondo cui sarebbe stata “l’incapacità e la mancata predisposizione di tutto il necessario in tempi utili (anche qui chissà perché)” a consentire “al gestore di ritardarne la consegna e di operare ulteriormente oltre i termini contrattuali”.

Evidentemente, i consiglieri di opposizione non hanno la minima idea di quali siano state le ragioni del contenzioso tra il Comune e la Terme Service, perché altrimenti non si sarebbero azzardati a scrivere una simile sciocchezza.

E allora, visto che ne sono completamente all’oscuro - anche se si tratta di fatti esposti in numerosi provvedimenti e deliberazioni, oltre che in alcuni manifesti affissi dall’amministrazione comunale - cercheremo sinteticamente di riepilogare cosa è successo nell’ultimo anno di gestione privata delle Terme.

Ebbene, in concomitanza con la conclusione del procedimento di accertamento e contestazione dei numerosi inadempimenti contrattuali della Terme Service evidenziati dalla relazione redatta il 26.02.2015 dalla Commissione di Verifica nominata con delibera G.M. n. 119 del 02.09.2011 (altro che nessun controllo!), con lettera prot. 1888 del 28 aprile 2016 il Responsabile dell’Area Tecnica ha avviato il procedimento per la riconsegna della struttura – per scadenza del contratto – entro la fine della stagione termale 2016.

Contro tale preavviso di riconsegna, il 27.05.2016 la Terme Service ha proposto ricorso al fine ottenere un provvedimento d’urgenza che ne paralizzasse gli effetti, che però il Tribunale di Palmi ha respinto con ordinanza del 10.10.2016.

A questo punto, dopo l’accertamento dell’avvenuta chiusura dei reparti con conseguente conclusione della stagione termale, con nota prot. 5446 del 16.12.2016 il Responsabile dei Servizi Tecnici ha preso atto della intervenuta scadenza della concessione ed ha invitato la Terme Service s.r.l. a restituire gli immobili e le attrezzature concessi, ottenendo però un espresso rifiuto in quanto, secondo la società concessionaria, non erano configurabili le condizioni di legge e contrattuali per la riconsegna. Inoltre, in data 21.12.2016, la Terme Service ha presentato una richiesta di rinnovo della concessione per ulteriori 15 anni.

Sono quindi seguiti una serie di provvedimenti con i quali il Responsabile dei Servizi Tecnici, dapprima, ha respinto la richiesta di rinnovo della concessione perché tardiva e comunque non ammissibile in base alle previsioni contrattuali e, successivamente, ha ordinato lo sgombero coattivo dei locali.

Questi provvedimenti sono stati impugnati senza esito dalla Terme Service innanzi al Tar e al Consiglio di Stato tanto che, il 18 maggio 2017 il Comune si è immesso coattivamente nel possesso della struttura, ponendo fine all’occupazione abusiva da parte dell’ex gestore.

Come tutti - tranne chi è animato da malafede - possono comprendere, il ritardo nella riconsegna non si è quindi verificato a causa di incapacità o mancanze dell’amministrazione comunale, ma semplicemente perché l’ex gestore ha illegittimamente rifiutato di rilasciare i locali alla scadenza del contratto. E per tale motivo è stato cacciato via con la forza pubblica.

Siamo pronti a scommettere qualunque cosa che, se i galatresi non ci avessero riconfermato la loro fiducia il 5 giugno 2016, le cose sarebbero andate molto diversamente. E per capirlo, è sufficiente ripensare a quanto accaduto nel mese di gennaio 2017, cioè nel momento più critico della contesa con l’ex gestore: anziché prendersela contro chi occupava abusivamente i beni dei galatresi, con il famigerato manifesto Galatro Viva ha attaccato l’amministrazione comunale, accusandola di aver mentito sulla possibilità di riacquisire la disponibilità delle terme e incitandola ad affidare la gestione ai privati!!!

E potremmo continuare ancora a lungo, ad esempio prendendo in esame le accuse di clientelismo nelle assunzioni. Perché nella frenesia di costruire una narrazione “alternativa” a quella, reale, in cui loro hanno sempre remato contro la gestione pubblica delle Terme, i consiglieri di minoranza hanno dimenticato di dire che la prima assunzione da noi fatta al momento della riapertura, nel luglio 2017, è stata la moglie di un loro candidato. E hanno pure fatto finta di ignorare che, nel corso dei tre anni di gestione comunale, il reperimento del personale è avvenuto tramite una società di lavoro interinale che ha selezionato tutti coloro che, in possesso dei titoli necessari per poter essere impiegati nei reparti di cura, hanno presentato domanda.

Oppure, a proposito di connivenze con l’ex gestore, potremmo parlare di quanto veniva richiesto agli aspiranti lavoratori nel corso dei colloqui per le assunzioni fatti pochi giorni prima delle elezioni del 2016 o di alcune foto di “incontri al vertice” che circolavano in quei giorni. E che dire, poi, della solita bufala dell’acquisto delle quote della Terme Service?

Non sapendo dove aggrapparsi, da anni continuano a ripetere che avremmo dovuto comprare le quote di proprietà della Sayonara srl messe all’asta dal Tribunale Fallimentare di Vibo Valentia (peraltro senza neanche pubblicare i prescritti avvisi).

In pratica, secondo i nostri avversari il Comune avrebbe dovuto spendere dei soldi pubblici per entrare in una società che già all’epoca si trovava in grosse difficoltà economiche a causa di contenziosi e decreti ingiuntivi notificati da alcune ditte fornitrici. E che l’anno scorso è fallita lasciando un passivo di oltre tre milioni di euro.

Non osiamo pensare cosa avrebbero combinato i nostri avversari se avessimo fatto quello che oggi ci accusano di aver omesso! Quante denunce alla Corte dei Conti e quanti esposti alla Procura sarebbero stati inviati per segnalare il danno erariale provocato dall’acquisto di quote di una società indebitata e per ipotizzare favoritismi nei confronti del socio privato?

Eppure, nonostante anche i bambini abbiano capito che è solo una colossale fake news, perché il Comune ci avrebbe solo rimesso mettendosi in società con Smedile visto che avrebbe dovuto accollarsi anche la metà dei suoi debiti, i nostri oppositori e il loro giureconsulto di fiducia (le cui ingiurie ed insinuazioni, contenute nell’ultima “opera d’ingegno” diffusa da Galatro Terme News, sono talmente squallide ed insulse da non essere degne di risposta) continuano a ritirare fuori questo jolly ogni volta che sono in difficoltà.

Però una cosa è certa: se il semplice riepilogo di fatti documentati e già noti a tutti ha scatenato risposte così piccate, significa che è stato toccato un nervo scoperto.

Perché era immaginabile che l’opposizione potesse subire un contraccolpo per il fatto che l’amministrazione comunale sia riuscita a realizzare i due punti più qualificanti del suo programma elettorale (stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato di tutti gli ex LSU-LPU e affidamento in house delle Terme), ma nessuno poteva francamente prevedere una reazione così scomposta e sconnessa.

Del resto, anche chi è totalmente digiuno di politica non farà fatica a capire quanto sia stata strumentale, per non dire risibile, la posizione assunta dal gruppo di Galatro Viva nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Infatti, in maniera del tutto incomprensibile, dapprima, ci hanno chiesto il rinvio della trattazione del punto relativo all’affidamento in house della gestione delle Terme sul presupposto che ciò fosse consigliabile in conseguenza della mancata conclusione del procedimento di iscrizione nel registro ANAC, aggiungendo che se avessimo voluto l’unanimità avremmo dovuto rinviare il punto all’ordine del giorno fino alla data in cui sarebbe stata effettuata questa.

Quando però abbiamo deciso di procedere comunque, sia perché non esisteva alcun ostacolo legale che ce lo impedisse (visto che l’adempimento richiesto è la semplice presentazione della domanda di iscrizione e l’eventuale diniego successivo non invalida i contratti già sottoscritti) sia perché avevamo urgenza di completare la fase di affidamento per poter avviare al più presto la nuova gestione, ci hanno addirittura accusato di voler bluffare i cittadini e di avere motivi inconfessabili per ritardare l’operazione. E questo solo perché abbiamo respinto un loro emendamento (presentato all’ultimo secondo e di contenuto offensivo per la dignità dei funzionari comunali) con il quale si chiedeva di modificare lo schema di delibera già predisposto indicando una data fissa per la stipula del contratto di affidamento. Come se dopo tutto questo duro lavoro il nostro interesse non fosse quello di pervenire al più presto al passaggio delle consegne alla nuova società.

Noi certamente non ci faremo in alcun modo condizionare da questi atteggiamenti di sterile ostruzionismo e di becera propaganda, e continueremo senza sosta nel nostro duro lavoro, reso ancor più difficile da questa imprevista e drammatica epidemia.

Ora il nostro compito è di dare il massimo supporto alla Terme di Galatro srl perché possa al più presto completare i pochi passaggi burocratici che ancora mancano per l’avvio della nuova gestione.

Tanto ormai il gioco dei nostri avversari è fin troppo evidente: tutto ciò che facciamo noi per le Terme è un imbroglio illegale.

Lo hanno detto quando sostenevamo che ce le saremmo riprese ad ogni costo e noi, incuranti di loro, l’abbiamo fatto lo stesso, vincendo pure tutte le cause.

Lo hanno ripetuto in occasione della gestione diretta (quando siamo stati pure convocati in Caserma a causa di denunce ed esposti presentati contro di noi) e abbiamo fatto funzionare le Terme per tre anni senza nessun problema.

Lo hanno ribadito l’anno scorso quando abbiamo costituito la società comunale e, nonostante le esagerazioni catastrofiste che hanno detto e scritto, non è accaduto nulla.

Figuriamoci quanto ci può impressionare il fatto che l’opposizione abbia abbandonato l’aula al momento della votazione della delibera di affidamento gestione in house. Per quel che ci riguarda, siamo fieri di essere riusciti in soli tre anni a realizzare il nostro obbiettivo: riprenderci le Terme dando loro un’organizzazione che ne possa garantire la piena valorizzazione.

Probabilmente nel nostro percorso abbiamo commesso anche degli errori, ma sempre e comunque in buona fede. Perché solo chi sta fermo con le mani in mano non corre il rischio di sbagliare.

Ma ciò non toglie che quello che siamo riusciti a fare è motivo di grande orgoglio per tutti noi, perché siamo sicuri di aver scritto una pagina importante nella storia di Galatro. E scusate se è poco.

Però, evidentemente, questo non basta, perché c’è chi attraverso la diffusione di menzogne e falsità tenta pervicacemente di offuscare tutto quello che, a costo di grandi sacrifici, abbiamo fatto sino ad oggi.

Per questo pensiamo sia necessario avviare una OPERAZIONE VERITA’ SULLE TERME.

E questo è solo il primo atto.

Galatro, lì 26 maggio 2020

L’Amministrazione Comunale

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