MAPPA METEO RECAPITI UTILI MERCATINO FOTO CODICE FISCALE PAGINE RADIO GALATRO IERI E OGGI FIRME
Il Comune ritarda a concedere il suolo pubblico
agli esercizi commerciali dopo la pandemìa

Maria Francesca Cordiani
In tutta Italia, al fine di tentare di porre un limite agli enormi disagi ed alle gravi perdite causati dal lockdown dovuto alla pandemìa che, ahimè, ha già costretto molte attività commerciali presenti nel nostro Paese a chiudere, ed allo scopo di promuovere la ripresa dello sviluppo turistico ed occupazionale, molti comuni si sono prodigati per concedere il suolo pubblico agli esercizi commerciali presenti sul loro territorio, con l’emissione di appositi bandi contenenti manifestazioni di interesse rivolte a tutti coloro che fossero appunto interessati all’occupazione del suddetto suolo.

Ciò anche sulla base di un apposito decreto emesso dal Governo centrale in cui è prevista a sostegno delle imprese di pubblico esercizio la concessione a titolo gratuito di spazi ed aree pubbliche. Sulla falsariga di tali disposizioni, nelle Linee guida per la riapertura delle attività produttive deliberate dalla nostra Regione viene poi espressamente consigliato l’uso degli spazi aperti per lo svolgimento di tali occupazioni.

Desta perciò grande meraviglia la mancata emanazione allo stato attuale di un tale provvedimento nel nostro Comune.

Infatti, pur comprendendo i ritardi dovuti alla grande mole di lavoro ed alle lungaggini burocratiche cui i funzionari competenti devono giornalmente far fronte, è difficile dare una ragione plausibile a tale stato di fatto. Soprattutto, tenuto conto dei pochi sbocchi occupazionali che Galatro al momento offre, il suddetto comportamento si palesa infatti quanto mai inopportuno perché, oltre a svantaggiare le singole attività commerciali, rende ancor più difficile il rilancio e lo sviluppo economico e sociale del nostro borgo.

Non incentivare i pochi esercizi presenti sul nostro territorio a richiedere la concessione del pubblico suolo e non far sì che essi possano usufruire fin da subito del suddetto spazio laddove ciò sia possibile, appare essere, infatti, contrario al principio di equità sostanziale sancito dalla nostra Carta Costituzionale secondo cui “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Al riguardo, inoltre, faccio mie le parole dell’illustre fondatore di una delle più grandi Organizzazioni non Governative italiane, il quale ha affermato: «Il mondo dovrebbe essere così: chi ha bisogno va aiutato. O noi crediamo che gli esseri umani siano tutti uguali di dignità e diritti, o non ci crediamo. Se ci crediamo bisogna fare, bisogna costruire, bisogna praticare questi diritti. Se non ci crediamo questa è la logica della guerra.»

Sarebbe quanto mai iniquo, difatti, costringere chi lavora, talvolta anche con grossi sacrifici, a ricorrere alle vie legali sobbarcandosi delle relative spese solo per poter godere di qualche metro di suolo.

Auspico, quindi, che queste amare considerazioni possano servire da sprone per i nostri egregi rappresentanti politici, affinché vogliano farsi carico della questione e conseguentemente adottare nell’immediato i provvedimenti di cui sopra, anche in ottemperanza al principio fondamentale di uguaglianza sostanziale.


INDIETRO










Google
internet
galatroterme.it
Copyright @ Associazione Culturale del Metramo 1999 -