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Una cartolina di Galatro
dei primi del Novecento

Massimo Distilo
Mi sono imbattuto di recente in una interessante cartolina, risalente ai primissimi anni del Novecento, che commemora la visita a Galatro, avvenuta il 3 ottobre del 1901 (un giovedì), di un deputato dell'epoca, l'on. Giuseppe Mantica, eletto nel parlamento italiano per due legislature: una prima volta nel 1900 nel collegio di Cittanova e successivamente rieletto nel 1904. Giuseppe Mantica era originario di Reggio Calabria, viveva a Roma, aveva due lauree (Giurisprudenza; Lettere e filosofia), era un docente universitario molto attivo come poeta e scrittore e vantava stretta amicizia con Luigi Pirandello. Era inoltre fratello del compositore e musicologo Francesco Mantica, direttore della Biblioteca dell'Accademia di Santa Cecilia.

La cartolina in questione, prodotta dallo studio fototipografico E. Melendez di Palermo, e della quale vi proponiamo qui sotto la facciata illustrata, raccoglieva una serie di immagini relative a Galatro che provavano a ricostruirne in parte la storia. Sono presenti chiari riferimenti ai momenti elettorali: si vede infatti nel ritratto ovale in alto a sinistra lo stesso onorevole Mantica; subito sotto troviamo un gruppo di elettori galatresi dell'epoca. Non esisteva ancora il suffragio universale, votavano solo i maschi dell'età di almeno 21 anni e che dimostravano di saper leggere e scrivere, o avevano una rendita annua non inferiore a 19,80 lire. Li troviamo infatti nella foto tutti ben vestiti e muniti di copricapo, secondo la moda dell'epoca.


In alto, al centro della cartolina, c'è la scritta "Ricordo di Galatro" e tra le foto troviamo di conseguenza due panorami del nostro paese: in basso a sinistra quella che è indicata come sezione "Magenta-Solferino" che evidentemente all'epoca si chiamava proprio così, ricordando due famose battaglie del Risorgimento. Forse per esigenze di semplificazione e brevità la si è poi chiamata solo "Magenta", nome che conserva tuttora; più a destra verso l'alto troviamo invece un panorama della sezione "Monte Bello", altra battaglia risorgimentale. Il nome lo troviamo scritto diviso in due parole mentre oggi si tende a scriverlo unito.

Un altro luogo fondamentale di Galatro è costituito ovviamente dalle Terme. Troviamo perciò sulla destra una foto del cosiddetto "Stabilimento Termo Minerale" che si riferisce con ogni probabilità alla sua inaugurazione non molti anni prima, nel 1892.

Dal punto di vista dei personaggi storici non mancano i riferimenti ai poeti galatresi vissuti tra il Sette e l'Ottocento, ovvero ad Antonio Martino di cui troviamo una foto sulla sinistra con la didascalia "Poeta dialettale", e a Giovanni Conia, posto sulla destra e definito sempre "Poeta dialettale". Un altro personaggio storico che è presente in alto al centro in un ovale un po' più piccolo è Alfonso Defelice, fondatore dell'Asilo di Mendicità che probabilmente all'epoca era ancora attivo. In basso a destra la cartolina è compilata con una scritta a mano da parte del mittente che esprime "Ringraziamenti affettuosi" e sembra firmarsi "Pasq. Romano" (presumibilmente Pasquale Romano). Romano risulta essere un cognome presente a Galatro in vari tempi, ma per ricostruire chi fosse esattamente il mittente della cartolina sarebbe eventualmente necessario interpellarne dei discendenti. Completando l'esame della facciata illustrata della cartolina, è rilevabile una scritta in basso a destra con l'indicazione del fotografo autore degli scatti: si legge chiaramente la scritta "Fotografo" mentre nello spazio a fianco con molta difficoltà si riesce a ricostruire il probabile nome di "Defelice Michele e Francesco" stampato riprendendo una non chiara scrittura a mano.

Ma passiamo ad esaminare il retro della cartolina, di cui vi proponiamo in basso la foto.


Al centro in alto troviamo indicata esplicitamente l'occasione per la quale la cartolina è stata prodotta. E' scritto infatti "Cartolina commemorativa. Ricordo della visita dell'Onor. Mantica a Galatro - 3 Ottobre 1901". Il mittente ha scelto di cancellare con un tratto di penna (sicuramente non biro) questa scritta, come si usava fare fino a qualche tempo fa, per rimarcare la qualità amicale e non formale dell'invio, non essendo certo la visita di Mantica l'oggetto principale della comunicazione, anche se poi egli elenca una serie di titoli che premette al nome del destinatario: "Preg.mo Signor Cav. Prof. Michelino Lojacono". L'elencazione dei titoli potrebbe anche essere considerata una forma di pubblico omaggio al prof. Lojacono, dal momento che la cartolina non è indirizzata alla sua abitazione privata ma al suo luogo di lavoro, ovvero presso la Scuola Tecnica di Lecce.

Ovviamente non siamo al momento in grado di ricostruire chi fosse il prof. Michelino Lojacono, se fosse originario di Galatro, né tanto meno di cosa lo ringraziasse il signor Pasquale Romano. Sappiamo però che insegnava (non sappiamo quale materia) in una storica scuola di Lecce che si chiamava all'epoca Scuola Tecnica "Luigi Scarambone", diventata oggi "Polo Professionale Luigi Scarambone".

Concludendo la disamina di questa antica cartolina, notiamo che in alto a destra è munita di un francobollo di 2 centesimi di lira con aquila sabauda, che ha avuto corso proprio a partire dal 1901 e fino al 1919. L'annullo postale è invece del tipo "tondo riquadrato", adottato dalle poste italiane a partire dal 1889 e fino al 1910 circa. Purtroppo non si riesce a ricostruire con esattezza la data di spedizione della cartolina perché l'inchiostro si è in buona parte cancellato. Da quanto raccolto possiamo però ipotizzare che sia stata spedita tra la fine del 1901 e gli anni immediatamente successivi.

E' trascorso un secolo e passa dai tempi di questa cartolina che ci aiuta in parte a capire come i nostri antenati vedevano il nostro paese e a raffrontare la loro visione con la nostra del 2020. Visto che si tratta di una cartolina di tipo politico, ma con aspetti culturali e turistici, potremmo chiederci quali differenze, in meglio o in peggio, nel frattempo potremmo riscontrare rispetto ad allora, pur considerando i mutamenti generali della società.

Di certo c'è ampio spazio per le riflessioni.


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