MAPPA METEO RECAPITI UTILI MERCATINO FOTO CODICE FISCALE PAGINE RADIO GALATRO IERI E OGGI FIRME
Ho il sospetto di essere un tantino eretico
Pasquale Cannatà
14.12.18 - Anche quest’anno, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, mi è capitato di ascoltare un’omelia durante la quale il sacerdote ha ripetuto il concetto caro alla quasi totalità dei credenti e che riguarda la verginità della Madonna prima, durante e dopo il parto.

Nel prosieguo della Messa si è recitato il Credo alla fine del quale il sacerdote ha concluso: «Questa è la nostra fede.»

Mi risulta che si potrebbe non credere alle apparizioni della Madonna (Lourdes, Fatima, ecc.) o ai miracoli che avvengono in quei luoghi o in qualunque altro posto ad opera dell’intercessione di quelli che noi consideriamo Santi, senza per questo essere considerati fuori dalla Chiesa cattolica: ci dicono che basta credere nel Vangelo e in quello che è stato stabilito nei primi concili, quello di Nicea nel 325 e quello di Costantinopoli del 381 sotto forma di “Simbolo degli apostoli”.

E allora posso senz’altro affermare che io credo!

1) in Dio Padre Creatore … perché tutto ciò che esiste non può prodursi da se (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma diceva lo scienziato/filosofo Lavoisier), altrimenti dovrebbe agire prima di esistere, il che è assurdo! Quindi ci deve essere una causa esterna creatrice di tutto l’universo, attraverso il big bang o in qualsiasi modo Egli abbia voluto fare. Inoltre condivido la riflessione di Joseph de Maistre che chiedeva ai suoi ospiti: «Si può concepire il pensiero come accidente di una sostanza che non pensa?»

2) in Gesù Cristo suo unico figlio… della stessa sostanza del Padre. Infatti Giovanni inizia il suo Vangelo scrivendo: ”In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”.
Noi testimoniamo la Parola che si è fatta carne 2000 anni fa e che è presente tra noi oggi così come era presso Dio al momento della creazione del mondo, e senza di Lei nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste. Il termine latino verbo traduce il greco logos che vuol dire anche pensiero: il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio, significa dunque che Dio è Pensiero che si manifesta con la sua Parola la cui Potenza crea l’universo. La parola è figlia del pensiero, non può esistere una parola che non nasca da un pensiero e noi non possiamo conoscere cosa pensa una persona se questa non si esprime con parola scritta, parlata, illustrata o in qualsiasi altro modo sia possibile farlo (quando si dice che qualcuno parla senza pensare si intende che lo fa senza riflettere, perché il cervello non può mettere in moto la bocca senza la volontà di farlo che nasce dal pensare di farlo). Noi possiamo conoscere Dio (il Logos, il Pensiero) solo perché Gesù Cristo (il Verbo, la Parola) ce l’ha rivelato e ci ha fatto sapere che Lui è il figlio di Dio così come la parola è figlia del pensiero. Gesù è la manifestazione di Dio sulla terra, e sono la stessa cosa, così come la nostra parola è manifestazione del nostro pensiero e sono la stessa cosa.

3) che nacque da Maria vergine… che resuscitò da morte…
Su Maria ho già fatto una considerazione in un mio precedente articolo riguardo le litanie del rosario nelle quali si prega la Madonna quale “madre del Creatore”. Maria è madre di Dio, perché è madre di Gesù Cristo che è Dio, e su questo non ci piove in quanto nel Vangelo è scritto che Gesù ha detto di essere una cosa sola con il Padre e che esiste un unico Dio. Ma se si vuole entrare nello specifico delle tre Persone uguali e distinte nelle quali in tempi e modi diversi si manifesta questo Dio Unico, bisogna tener presente che lo Spirito Santo (che è Dio) agisce in mezzo a noi dal momento dell’Ascensione di Gesù e fino alla fine del mondo; del Figlio sappiamo dai Vangeli e dagli atti degli apostoli come e quando si è manifestato; il Padre ha creato l’universo, e in quel principio il Verbo era presso di Lui e lo Spirito Santo aleggiava sulle acque…
Un unico Dio quindi, in tre Persone uguali, ma distinte al punto che Gesù afferma in un passo del Vangelo: “Alcune cose le conosce solo il Padre”; per questo sarebbe forse più corretto dare a Maria l’appellativo di “madre del Signore nostro Gesù Cristo, che è Dio” piuttosto che “madre di Dio”. Madre del Salvatore, e non madre del Creatore, madre del Figlio, e non madre del Padre, così come non si è mai sentito dire che sia madre dello Spirito Santo: d’altronde ci sarà pure un motivo se ogni anno a Pasqua ricordiamo la morte e resurrezione di Gesù Cristo e non la morte di Dio! Dio coinvolge Maria per concretizzare il Suo manifestarsi su questa terra in forma di uomo, ma non mi risulta che l’abbia interpellata al momento di creare l’universo! Maria è madre di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, e mentre noi facciamo fatica a credere, perché come Tommaso non abbiamo “visto e toccato”, Lei era compenetrata dalla Grazia ed aveva capito che il Figlio (Cristo Salvatore che è Dio) doveva morire e risorgere in espiazione dei nostri peccati, cosa che i discepoli hanno tardato a capire e ad accettare; la sofferenza di Maria sotto la croce attiene solo alla perdita del figlio (Gesù uomo) che non avrebbe più ripreso la sua forma terrena in carne ed ossa, non alla morte di Dio Creatore.
Ora vorrei fare una considerazione sulla verginità della Madonna dopo il parto. Premesso che “nulla è impossibile a Dio” e che i concili II e III di Costantinopoli e quello Lateranense hanno sostenuto tale verità affermando che i “fratelli e le sorelle” di Gesù erano praticamente dei cugini chiamati fratelli secondo l’usanza del tempo, credo anch’io che Gesù è figlio unigenito di Maria e che lei non abbia avuto figli da Giuseppe: d’altronde, quando hai potuto toccare con mano la divinità, ogni altro interesse umano svanisce. Ma io mi domando: se Dio ha voluto farsi uomo, condividendo in tutto fuorchè nel peccato la condizione umana (questo dice la Chiesa, per cui Gesù mangiava, beveva ed espletava i suoi bisogni corporali), perché Maria dovrebbe essere sminuita della sua Immacolata Concezione e della sua purezza se durante il parto le fosse successo quello che capita a tutte le donne? E se la sua verginità dopo il parto attenesse solo alla sua vita coniugale? Sarebbe salva la verità affermata dai concili e ne verrebbe esaltata la natura umana di Maria e con lei la grandezza di tutte le donne che portano in se e trasmettono la Vita.

4) nello Spirito Santo Amore, nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati, nella resurrezione della carne, nella vita eterna.

5) in tutto quello che è scritto nei Vangeli!
San Paolo, nell’esortare il discepolo Timoteo a non tradire la sua fede in Gesù, afferma che il nostro Dio è: “Il solo che possiede l'immortalità, che abita una luce inaccessibile”. Forse neanche lui ha capito pienamente la grande forza esplosiva, il significato profondo di ciò che scriveva, ma la sua frase è una grande testimonianza per noi uomini moderni: è chiara a noi che abbiamo conoscenza di meccanica quantistica e di fisica nucleare, e che sappiamo come ogni cosa misurabile si può dimezzare e ridurre fino ad un certo punto oltre il quale non si può andare. Questa misura minima si chiama ‘quanto’, ed esiste il quanto di energia, quello di materia, di luce, ecc... C’è una certa analogia tra quanto dicono Bibbia e scienza, vediamo: - in principio (nell’istante zero) Dio creò il cielo e la terra (erano presenti l’infinitamente grande di materia ed energia da cui è nato l’universo, concentrati nell’infinitamente piccolo dello spazio-tempo iniziale) Dio disse ‘sia la luce’ e la luce fu (poi il big-bang).

Davanti a quell’istante zero, al principio, si ferma la scienza andando a ritroso, perchè non si può accedere oltre la grande luce dove abita il Creatore.

L’Apostolo delle genti, parlando della “luce inaccessibile” ci ha fornito la chiave giusta per aprire la porta oltre la cui soglia si scopre ineluttabilmente la presenza di Dio.

Questa è la mia fede, e spero che alcuni miei piccoli o grandi distinguo che ho illustrato qui o in altri miei scritti non mi pongano al di fuori dalla comunità cattolica della quale sono onorato di far parte: solo quando sarò al cospetto di chi giudicherà la mia condotta terrena saprò se le mie idee avranno allontanato qualcuno dalla Verità e ne chiederò perdono o se qualcuno si sarà rafforzato nella fede ed allora forse questo mi varrà per farmi perdonare qualcuna delle mie tante debolezze.

Consiglio a quanti si sono allontanati dalla Fede a motivo di tanti piccoli particolari aspetti che non condividono, o per il comportamento disdicevole di alcuni ministri, di badare alla sostanza del messaggio Evangelico e del Credo Niceno-Costantinopolitano, e quindi di tornare a credere.

Buon Natale a tutti!

Articoli attinenti:
06.12.2016 - Dicono che è solo letteratura
03.06.2015 - Bizantinismi teologici

Nella foto in alto: Immacolata Concezione di Antonio Cortina y Farinos.


INDIETRO








Google
internet
galatroterme.it
Copyright @ Associazione Culturale del Metramo 1999 -